Francesco Gennari. Sta arrivando il temporale


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Francesco Gennari (Pesaro, 1973) propone le sue opere nella mostra “Sta arrivando il temporale”, realizzata a cura di Lorenzo Giusti ed esposta alla GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo fino al 6 gennaio 2020.
Nel suo lavoro, in cui le esperienze diverse della Metafisica e del Minimalismo trovano un punto di contatto, Francesco Gennari dà forma a percezioni e stati d’animo personali realizzando sculture, disegni come rappresentazioni di paesaggi mentali e fotografie di se stesso. Un percorso minuzioso e poetico, un’“indagine sottile”, di cui l’autorappresentazione costituisce un aspetto fondamentale.

Francesco Gennari, Autoritratto su menta (con camicia bianca), 2019, 45 x 30,5 cm (incorniciato)
Stampa a getto di inchiostro su carta 100% cotone su dibond, cornice in legno noce nazionale
Foto: Francesco Gennari


L’artista definisce “autoritratti” tutti quei lavori che, in maniera differente, registrano la sua presenza, non solo in senso fisico, come corpo, ma anche in senso emotivo, restituendo una sensazione o un’atmosfera percepita. A volte si tratta di veri e propri autoritratti, in cui la sua figura è presente e ritratta in modalità differenti; altre opere, invece, sono lavori puramente astratti contraddistinti in ogni caso da una forte componente autobiografica: un ricordo, l’evocazione di un momento specifico o di un gesto quotidiano.
Nella pratica di Gennari i materiali rivestono una grande importanza: da quelli tradizionali della scultura a quelli d’uso comune, organici o industriali, tutti diventano espressione di una precisa condizione psicologica, variabile in relazione ai diversi momenti della giornata, ad accadimenti più o meno ricorrenti o ad azioni ripetute ogni giorno.
Questa personale intende raccontare la dimensione fluida ed eclettica del lavoro dell’artista, dando vita a un paesaggio mutevole, nelle forme e nei materiali, capace di restituire la complessità della ricerca di Gennari intorno al tema dell’autorappresentazione.
Sono qui esposti alcuni autoritratti fotografici “su menta” e una serie di nuovi lavori scultorei, mai esposti in precedenza, in vetro, marmo o bronzo, che lasciano trasparire una fascinazione inedita per le forme architettoniche del barocco, evocate attraverso la presenza di linee sinuose e panneggi.
Un catalogo bilingue, edito da Skira, completa la mostra con saggi dedicati al tema dell’autorappresentazione e al disegno.

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