Sculture in acqua, in piazza


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Con circa una quarantina di artisti, con una o due opere, si effettua la III edizione della Biennale di scultura a Piazzola sul Brenta (PD), aperta al pubblico a Villa Contarini fino al 27 novembre.

Promossa dalla Pro Loco e dalla città di Piazzola sul Brenta, la rassegna è patrocinata dalla Provincia di Padova, dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, dall’Unione provinciale Artigiani di Padova, dal Consorzio di Bonifica Brenta ed è curata dallo scultore Pino Pin; gli artisti sono di diversa provenienza italiana e straniera e attraversa i differenti linguaggi della scultura, in particolare quelli che esprimono la potenzialità espressiva intrinseca alla materia stessa o quelli che la negano attraverso varie sperimentazioni di ricerca formale.

Alcuni artisti sono stati già presentati nelle scorse edizioni come Alessandra Bonoli, Alessandro Brugnera, Brunivo Buttarelli, CandussioCiribiferaFerlaLanaro, Marco Milia, Alberto Timossi, che diventano dei capisaldi, solidi riferimenti di confronto con altre personalità del panorama artistico contemporaneo come Debora Antonello, Adriano Bergozza, Sara Bolzani, Salvatore Cuschera, Ralf KlementNori Takaoka, Graziano Pompili, Vittorio Presepi, Mirella Saluzzo, per citarne alcuni.

Un’impresa titanica quella della scultura e altrettanto è la realizzazione di una esposizione di opere scultoree dagli interessanti esiti raggiunti nella contaminazione tra le arti.

L’aspetto nuovo della presente edizione è che, precisa Carla Chiara Frigo: “Queste opere sembrano dunque materializzare quasi un ‘sogno della sostanza’, la sua proiezione onirica e l’artista tende dunque a proporsi come suo interprete.

La presenza del colore, con un probabile richiamo alla scultura dell’antica Grecia e di Roma aumenta questa ricerca di creare una sorta di effetto Pigmalione, ovvero tradurre la materia in qualcosa di vivo.

Nel rapporto con l’ambiente circostante l’opera sfida le consuete reciproche proporzioni, alterando la dimensione richiesta convenzionalmente dallo spazio che la contiene sfidando le nostre categorie razionali di minuto e gigante, leggero e grave, solido e aereo, che sono come rigettate in aria e ripensate superando i confini dell’umana esperienza per entrare nel mondo dell’immaginario impossibile.”

Anche quest’anno sono presenti opere provenienti da alcune Accademie d’arteitaliane come quella di Urbino, Venezia che creano una sorta di ponte tra tradizione e proiezione verso le ricerche future.

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