José Molina. L’acqua di Talete


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José Molina, L’acqua di Talete

Al Museo Carlo Bilotti di Roma, all’interno dell’Aranciera di Villa Borghese, fino al 17 febbraio 2019 è aperta al pubblico la mostra “José Molina. L’acqua di Talete”, con la quale l’artista madrileno affronta i temi dell’acqua come archetipo, forza primigenia da cui si genera la vita e a cui tutto farà ritorno; dell’acqua che regge il mondo; dell’acqua che nutre, in analogia con l’universo femminile e lo fa presentando dipinti, disegni e sculture.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e curata da Roberto Gramiccia, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dall’Instituto Cervantes di Roma, e organizzata con il contributo della galleria Deodato Arte. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Il curatore precisa che la mostra prende spunto dall’importanza che i giochi d’acqua hanno avuto nella storia del Museo Bilotti, suggerendo una riflessione sulle origini classiche del pensiero occidentale. L’edificio che ospita l’attuale sede espositiva, infatti, prima ancora di essere adibito ad Aranciera, verso la fine del Settecento fu ampliato e decorato per volontà di Marcantonio IV Borghese, unitamente alla sistemazione del contiguo “Giardino del Lago”, per ospitare eventi e feste mondane. Tale intervento fu considerato stupefacente a tal punto che l’edificio stesso prese il nome di “Casino dei giuochi d’acqua”, come ci tramandano le cronache dell’epoca, proprio per la presenza di fontane e ninfei in stile barocco di particolare pregio per l’intrattenimento e il piacere degli ospiti e dei familiari.
Il concetto è uno sviluppo del pensiero filosofico di Talete di Mileto che, come riporta Aristotele nella sua Metafisica, costituisce la base della filosofia occidentale. José Molina (Madrid nel 1965) si confronta con questo pensiero realizzando sculture e opere pittoriche su tela e su carta in cui predomina l’acqua stessa, che è anche evocata nelle fattezze metamorfiche e visionarie dei personaggi rappresentati. Per questa mostra sono state quindi selezionate le creazioni più rappresentative legate al tema dell’acqua secondo una visione cosmogonica, unitamente a una serie di lavori che rimandano all’interesse dell’artista nei confronti del legame tra l’uomo e la natura.
Inoltre, appositamente per la mostra romana sono poi state realizzate due opere: “Marte nascente” e “Venere nascente”, nelle quali forte è il richiamo all’acqua.
Per diverse opere in mostra José Molina ha realizzato anche le cornici, che concorrono ad accrescere i piani di lettura dei lavori esposti; le realizzazioni, polimateriche, sono create in legno o con materiali di recupero appositamente rielaborati dall’artista.
In occasione dell’esposizione è disponibile il catalogo antologico dell’opera di José Molina dal titolo “Humanitas” (2014) con contributi di Mariella Casile, Francesco Mattana, Deodato Salafia e Federico Scassa.

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