Vivian Maier. Anthology


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Fino al 28 gennaio, Palazzo Pallavicini di Bologna, ospita nelle splendide sale rinascimentali, la mostra “Vivian Maier. Anthology”, una straordinaria esposizione di quasi 150 fotografie originali e Super 8mm di una delle fotografe più amate e apprezzate di questo secolo. La mostra è organizzata e realizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini srl con la curatela di Anne Morin di Chroma photography sulla base delle foto dell’archivio Maloof Collection e della Howard Greenberg Gallery di New York.

Vivian Maier, Autoriratto, Palazzo Pallavicini, Bologna

La curatrice ha eseguito una selezione molto accurata tra le migliaia di fotografie a disposizione; verranno infatti presentate 111 fotografie in bianco e nero, più una meravigliosa sezione di 35 foto a colori, divise in sei sezioni per un’Antologica mai vista a Bologna così completa. Novità assoluta a Bologna sarà la visione Super 8 che permetterà di seguire lo sguardo di Vivian Maier, che iniziò a filmare scene di strada, eventi e luoghi già nel 1960. Maier filmava tutto ciò che la portava a un’immagine fotografica: osservava, si soffermava intuitivamente su un soggetto e poi lo seguiva. Ha ingrandito il bersaglio per avvicinarsi da lontano, concentrandosi su un atteggiamento o un dettaglio, come le gambe o le mani delle persone in mezzo alla folla. Il film è sia un documentario, un uomo arrestato dalla polizia o la distruzione causata da un tornado, sia un’opera contemplativa, lo strano corteo di pecore diretto ai mattatoi di Chicago.

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