Caterina Erica Shanta. Il cielo stellato


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Alla Fabbrica del Vapore di Milano, Careof presenta la mostra “Caterina Erica Shanta. Il cielo stellato”, fino al 17 marzo, a cura di Marta Cereda ed è un progetto artistico e cinematografico incentrato sulla festa della Madonna della Bruna di Matera, caso studio analizzato dall’artista come evento sempre più raccontato dalle immagini che la documentano e testimonianza dei grandi cambiamenti storici, sociali e tecnologici.

Caterina Erica Shanta (1986, Germania) è artista e regista che ricorre al video e al linguaggio del cinema documentario per investigare le immagini prodotte da altri in determinati contesti.

Caterina Erica Shanta, Il Cielo Stellato, videostill

In mostra, negli spazi all’interno di Fabbrica del Vapore a Milano, il mediometraggio prodotto da Careof e da Invisibile Film che analizza e racconta proprio questo fenomeno, accompagnato da una serie di materiali d’archivio raccolti dall’artista nei mesi di lavoro in Basilicata e da un ciclo di immagini realizzate con la tecnica della fotogrammetria, una tecnologia in grado di generare modelli tridimensionali a partire da fotografie realizzate attorno a un soggetto centrale. In questo senso, Caterina Erica Shanta ha raccolto per anni, attraverso open call, le fotografie scattate dal pubblico con il proprio cellulare nella piazza principale di Matera durante il momento cardine della festa, ovvero la distruzione – o ‘strazzo’ – del carro trionfale a opera della popolazione. Nel momento in cui il carro sparisce demolito da migliaia di braccia, altrettante scattano fotografie: inconsciamente realizzano una fotogrammetria a 360° quasi perfetta del soggetto centrale ormai distrutto.

Indagando il rapporto tra l’essere umano, il soggetto dello sguardo e la sua dematerializzazione virtuale mediata dalle immagini, il progetto “Il cielo stellato” testimonia così come l’atto fotografico sia divenuto parte integrante di un comportamento rituale dell’essere umano odierno, che da osservatore passivo di un evento in pieno svolgimento si trasforma nell’autore di una nuova narrazione.

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