La magia del bosco in casa


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Vista interna; Progetto architettonico: arch. Silvio Gallina; Sicurezza in ogni fase: arch. Sara Autino; Ditta di costruzioni: Althea srl; Progetto fotografico: arch. Chiara Fogliato

Una villetta nella zona pre-collinare di Agliè, ben inserita nel verde, diventa il pretesto per un magnifico intervento di ampliamento della abitazione (2018-2019), firmato dagli architetti Silvio Gallina e Sara Autino e il loro staff dello Studio Archifor di Rivarolo Canavese; la ditta che ha eseguito i lavori è Altea Costruzione.

L’edificio esistente era strutturato in una parte abitabile al piano terra, mentre al piano seminterrato lo spazio abitativo era completato con una autorimessa e una cantina. I due livelli non erano collegati tra loro, ad eccezione di una scala esterna.

Le esigenze della committenza erano semplici da immaginare: per prima cosa era necessario collegare i due livelli e poi fare un ampliamento di superficie; inoltre i clienti desideravano mantenere la stufa vetrata e rendere l’edificio il più efficiente possibile dal punto di vista energetico.

L’edificio esistente, dopo aver portato la struttura al grezzo, è stato ampliato lateralmente creando un collegamento verticale ed è stato realizzato un nuovo volume. La costruzione originale ha una forma rettangolare ed è adagiata parallelamente al profilo del terreno. L’ampliamento è stato progettato in continuità con la forma iniziale e seguendo le linee di quota di campagna.

Il lotto si affaccia sulla pianura canavesana ed ha una pregevole vista panoramica. L’inserimento di una vetrata dona un senso di movimento al volume, grazie ad un ribaltamento percettivo della collina, offrendo al progetto una sua originalità.

Il dialogo tra interno ed esterno è il leitmotiv del disegno e del cantiere, soprattutto il soggiorno con il terrazzo esterno. La trasparenza della vetrata conduce con lo sguardo al paesaggio e contemporaneamente le copiose parti in legno rieccheggiano idealmente gli alberi e l’intero bosco con la sua magica atmosfera. L’utilizzo del legno, richiamo diretto al verde esterno, consente di realizzare un auspicio progettuale: il bosco entra dentro casa.

Così è stato. E’ intervenuta ananke, ovvero la fatalità, secondo gli antichi greci.

Un albero di rovere, proprio quello davanti a casa, ha deciso di spegnersi mentre si stava cercando un albero strutturale, in modo da potervi addossare la scala sospesa. E’ stata fatta un’accurata indagine della condizione dell’albero in questione. Lo strumento utilizzato è il resistograph, ovvero il sistema per la valutazione della qualità del legno. Sono rari gli studi professionali che utilizzano questo meccanismo.

L’albero impiegato, uno dei pochi abbattuti per fare spazio al nuovo volume, è risultato in ottimo stato e utilizzabile per la funzione strutturale, anche dopo l’analisi con saggi in situ. E’ stato riutilizzato in tutta la sua maestosità al grezzo, anche con la sua trama nodosa, come pilastro interno su cui poggia non solo la nuova scala, come accennato, ma anche il soppalco, collocato sopra la cucina e tutto il tetto dell’ampliamento. La struttura della copertura e delle capriate è in legno lamellare e crea un piacevole contrasto con il pilastro in rovere trattato al naturale.

Sono state reimpiegate alcune parti già contenute nell’edificio originale, che donano carattere all’abitazione, come la porta di ingresso, recuperata da un’altra area esterna della proprietà e la stufa, che ha complicato ulteriormente il progetto energetico; tuttavia grazie ad alcune accortezze tecniche, come la messa in leggera sovrappressione l’interno dell’edificio, è stato possibile far coesistere le diverse esigenze.

Gli ingressi dell’edificio sono due: quello pedonale avviene tramite speciali dislivelli, mentre quello carrabile segue un suo percorso più lineare esternamente.

Vista interna; Progetto architettonico: arch. Silvio Gallina; Sicurezza in ogni fase: arch. Sara Autino; Ditta di costruzioni: Althea srl; Progetto fotografico: arch. Chiara Fogliato

Questo intervento è un esempio di NZEB, ovvero Near Zero Energy Building. Non esiste la casa passiva per eccellenza. C’è invece la possibilità, più realistica, di portare l’edificio esistente ad uno stato di minimo dispendio energetico.

Oltre al rifacimento completo degli impianti sia elettrico che idraulico, per un miglioramento del comfort termico, l’edificio è stato dotato di un sistema a cappotto, dimensionato per minimizzare i consumi energetici. Gli infissi sono stati ripensati e quindi interamente sostituiti. Il progetto energetico è completato da un impianto a tutta aria con recuperatore di calore (pompa di calore elettrica).

Si tratta di un lavoro di cantiere di estrema attualità dal momento che la cura per l’ambito energetico è prevalente, in linea con le sempre più urgenti esigenze climatiche per la riduzione al minimo dei consumi e per contribuire alla restituzione di un ambiente più pulito per noi e per i nostri discendenti.

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