I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia


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Felice Casorati, Bambina che gioca sul tappeto rosso, 1912, olio su tela, Gand, Museum voor Schone Kunsten

Felice Casorati, Bambina che gioca sul tappeto rosso, 1912, olio su tela, Gand, Museum voor Schone Kunsten

La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, promuove e realizza, con la cura di Giandomenico Romanelli, la mostra “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia”, da domani (per oggi è prevista la conferenza stampa e l’anteprima della mostra) e fino al 14 gennaio 2017, a Palazzo Roverella di Rovigo.
La mostra intende offrire un percorso di colori e di emozioni; unitario eppure variegato, fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode. E non solo nel campo dell’arte.
Vengono esposte un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, capaci di offrire molteplici emozioni e storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi. Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana.

Nella prima parte della rassegna è considerata l’Europa di fine Ottocento con Paul Gauguin e gli artisti di Pont Aven, sulla costa della Bretagna e lo sviluppo dell’espressione artistica, dalla ricerca della semplicità, nella vita così come nell’arte all’essenzialità dei Profeti, o meglio Nabis, dall’antico ebraico. Fu la stagione che segnò realmente la nascita dell’arte moderna. Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves e via via sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione.
Nella seconda parte è considerata l’Italia, ovvero la “stagione bretone” dell’arte italiana tra gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo. Dunque, la rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e, con lui, il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro.
L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Emile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton (presenti in mostra con celebri capolavori), vive una stagione straordinaria anche in Italia: Gino Rossi, Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri.
Durante la mostra sarà inoltre visitabile Palazzo Roncale, proprio di fronte a Palazzo Roverella, prestigioso palazzo del cinquecento in cui sono esposti i capolavori della Collezione Centanini.

 

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