Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno


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Jiri Kolár (1914-2002), Ricordo di Venezia, 1969, emulsione fotografica su tela, Collezione Mauro Stefanini, Galleria Open Art, Prato

Jiri Kolár (1914-2002), Ricordo di Venezia, 1969, emulsione fotografica su tela, Collezione Mauro Stefanini, Galleria Open Art, Prato

In occasione del festivalfilosofia, che quest’anno è dedicato al tema “agonismo”, la Galleria civica di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con l’associazione Le Arti Tessili, organizzano e producono la mostra “Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno”, allestita nel Palazzo Santa Margherita da domani 16 settembre e fino all’8 gennaio, a cura di Andrea Bruciati, Daniele De Luigi, Serena Goldoni.

Sono esposte fotografie e disegni di 125 artisti che ripercorrono gli ultimi cento anni della storia dell’arte, dal 1915 al 2016: accanto ad opere di molti tra i protagonisti del Novecento, punto di riferimento irrinunciabile per le successive generazioni, provenienti dalle raccolte della Galleria civica e da importanti collezioni pubbliche e private, saranno esposti lavori di artisti emergenti, nati tra il 1979 e il 1990, realizzati espressamente per l’occasione e che entreranno a far parte della collezione del museo.

Il percorso intreccia diversi temi: il confronto con i propri modelli artistici (dagli archetipi di Mario Sironi e Filippo De Pisis al tema del ritratto fotografico in August Sander, Walker Evans, Thomas Ruff); il paragone con i propri maestri (come nel caso di Carlo Maria Mariani, Marcello Jori e Gillian Wearing che arrivano a immedesimarsi rispettivamente con Leonardo, Max Ernst e Fox Talbot); lo scontro con le proprie certezze espressive (come nella messa in scena del proprio corpo attuata da Urs Lüthi e negli autoritratti di Roberto Cuoghi realizzati mentre indossa delle lenti deformanti); la performance che mette a dura prova il corpo dell’artista (come nelle immagini di Gunther Brüs, Hermann Nitsch, Vito Acconci o Marina Abramovic & Ulay); il conflitto linguistico fra fotografia e disegno (come nelle “Photo-Graffie” di Vincenzo Agnetti o nei paesaggi grafici di Mario Giacomelli, solo per citarne alcuni).

A corredo della mostra Silvana Editoriale ha pubblicato un catalogo con testi in italiano e inglese dei curatori.

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