What we have | Ce qu’on a. Verso una forma utile dell’arte


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Libera Carraro, Luogo del possibile, ferro, 2006

Libera Carraro, Luogo del possibile, ferro, 2006

Al CACC, Centro Arte Cultura di Cittadella, Padova, da sabato scorso e fino al 10 luglio prossimo, è allestita la mostra collettiva “What we have | Ce qu’on a. Verso una forma utile dell’arte”, organizzata dallo stesso CACC, con il patrocinio del Comune di Cittadella e in collaborazione con Segnoperenne, e a cura di Adolfina De Stefani con la collaborazione del critico d’arte Gaetano Salerno.

Questa mostra intende gettare uno sguardo e una riflessione critica sulla 15a Biennale di Architettura di Venezia e sulle linee guide che il curatore dell’importante appuntamento culturale, l’architetto cileno Alejandro Aravena, ha individuato e proposto per strutturare il suo progetto espositivo, riassunte nell’evocativo titolo “Reporting from the front”.

Prendendo spunto dal significato del titolo scelto dagli organizzatori e dalle parole del curatore dell’evento veneziano (“[…] scrutare l’orizzonte alla ricerca di nuovi ambiti di azione, affrontando temi quali la segregazione, le disuguaglianze, le periferie, l’accesso a strutture igienico-sanitarie, i disastri naturali, la carenza di alloggi, la migrazione, l’informalità, la criminalità, il traffico, lo spreco, l’inquinamento e la partecipazione delle comunità … presentando degli esempi di sintesi delle diverse dimensioni, dove il pragmatico s’intreccia con l’esistenziale, l’attinenza con l’audacia, la creatività con il buon senso […]”) agli artisti in mostra è stato chiesto di elaborare e visualizzare una riflessione su tematiche sociali ed etiche contemporanee e realizzare, con l’utilizzo di pochi e semplici elementi costruttivi (ciò che è in loro possesso, evitando fraseggi ridondanti o il ricorso a esecuzioni ricercate e iperboliche) e attraverso una comunicazione immediata ed efficace, una forma utile dell’arte in grado di muovere lo spettatore a riflessioni consapevoli e profonde sulla condizione attuale dell’individuo in rapporto alla collettività e alla sua complessa storia sociale odierna.

I numerosi artisti, presenti con selezionate opere pittoriche, grafiche, fotografiche, video, scultoree e installative, sono posti in dialogo tra loro e con lo spazio espositivo per focalizzare le tematiche che la mostra vuole affrontare e originare una riflessione sui valori dell’arte come presa di coscienza e lettura sociale e culturale della contemporaneità. Gli artisti invitati sono:

Elvezia Allari, Mariano Bellarosa & Alessandra Chiesa, Alessandra Borsetti Venier, Marco Bottin, Barbara Cappello, Libera Carraro, Carlotta Castelletti, Franz Chi, Giuliana Cobalchini, Adolfina De Stefani e Antonello Mantovani, Luca De Silva, Antonio Giancaterino, Roberta Gomiero, Alessio Larocchi, Guido Lessio, Antonio Lovison, Angela Marchionni, Letizia Rostagno e Fiorella Petronici, Anastasia Moro, Andrea Rimondo, Marco Toffanello, Fausto Trevisan, Chiara Tubia, Mariagrazia Turco, Giovanni Oscar Urso, Tommaso Vassalle.

Inoltre, durante il periodo di apertura della mostra, sono previsti numerosi appuntamenti, come, per esempio, venerdì 17 giugno, alle ore 21, verrà proiettato il documentario “Le mura di Sana’a” di Pier Paolo Pasolini (1971), posto in dialogo, come spunto riflessivo, con le opere degli artisti presenti e venerdì 1° luglio, alle ore 21, verrà proiettato il documentario Christo e Jeanne-Claude (Maysles Films Production).

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