Antonello Ghezzi. Trovarsi tra le stelle


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Dopo aver collocato “l’Albero cosmico” in Piazza Duomo, il duo artistico Antonello Ghezzi, fino al 2 giugno 2024 è al mudaC, museo delle arti Carrara con un’installazione site-specific per “Trovarsi tra le stelle”, promosso dal Comune di Carrara e curato da Cinzia Compalati, direttore del mudaC.

Antonello Ghezzi, Trovarsi tra le stelle, MUDAC, Museo delle Arti Carrara

Gli Antonello Ghezzi tornano per la terza volta a lavorare in una città creativa UNESCO, dopo Braga in Portogallo e Hamamatsu in Giappone, ora a Carrara, dimostrandosi potenti testimoni della creatività quale mezzo di rigenerazione urbana e della comunità.

L’intervento di Antonello Ghezzi al mudaC nasce da una riflessione sul presente e, in particolare, sull’essere sempre connessi e in relazione con gli altri, pur essendo di fatto scollegati dalla propria interiorità e dal senso più profondo della vita.

Dichiarano Nadia Antonello e Paolo Ghezzi: “Siamo un tutt’uno con l’Universo non siamo qui per comprare cose e incamerare inconsapevolmente contenuti, ma per impegnarci ad essere migliori, per noi e per la comunità, perché tutto ha a che fare con noi, anche le questioni più lontane”.

Mentre Cinzia Compalati, curatrice della mostra, precisa “Abbiamo anticipato alla città la mostra di Antonello Ghezzi con l’Albero cosmico, una installazione site-specific in piazza Duomo durante le festività natalizie. In quel caso e in questa occasione al mudaC, il duo ha messo in atto un utilizzo consapevole del marmo, attraverso una forma di economia circolare dell’arte, realizzando un modulo base di albero di Natale che potrà essere reinventato ogni anno da un artista diverso invitato a interpretare il tema, così come accade alla Tate di Londra, o, qui al museo, servendosi dello scarto della lavorazione del marmo per trasformare lo spazio dell’azione artistica”. L’installazione “Trovarsi tra le stelle”, pensata e realizzata appositamente per Carrara, interessa lo spazio dedicato alle mostre temporanee del mudaC. Spogliati del proprio telefono cellulare, primo ostacolo per vedere l’altro, i visitatori si troveranno in uno spazio lunare, costellato da dune di marmo, che ricorda da un lato le cave di Carrara, dall’altro un pianeta lontano dalla Terra dal quale è possibile vedersi alla giusta distanza. Un binocolo mostra da lontano due persone che sembrano guardarsi l’un l’altra. Tra di loro, una strana struttura composta da due periscopi collegati: uno sale dal basso, dalle profondità della terra; l’altro scende dall’alto, dall’infinitezza dell’universo. In un inedito gioco di sguardi e punti di vista, realizzato grazie ad alcune immagini concesse dall’Osservatorio Europeo Australe e dalla NASA, si possono vedere la Terra ritratta da molto lontano e le stelle della Via Lattea, sempre capaci di farci emozionare. Alzando lo sguardo dal periscopio ci si riconosce, infine, negli occhi di un’altra persona.

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