Gio Ponti. Ceramiche 1922-1967


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A Gio Ponti, architetto, designer e intellettuale, che fu un riferimento per la costituzione di un “stile” italiano delle arti decorative, è dedicata la mostra al MIC Faenza in corso fino al 13 ottobre,  dal titolo “Gio Ponti. Ceramiche 1922-1967”, a cura di Stefania Cretella, nella quale, in quindici sezioni, sono esposte oltre duecento opere tra ceramiche, vetri, arredi e disegni, per illustrare il lavoro ceramico di Gio Ponti in relazione alla sua visione dell’abitare e di un nuovo vivere moderno.

Gio Ponti, Mano fiorita

Egli fu uno dei massimi divulgatori del Made in Italy già a partire dagli anni Venti, quando divenne direttore artistico della Richard Ginori dando il via a un rinnovamento della produzione. 

Oltre alla Richard Ginori durante la sua lunga carriera Ponti entra in contatto con diverse realtà ceramiche italiane: la Cooperativa Ceramiche di Imola, Pietro Melandri e il contesto faentino (famose le cartepeste realizzate con i Dal Monte), con le Ceramiche Pozzi, Joo e Gabbianelli, per citare le principali aziende con cui promosse percorsi e progetti unici e straordinariamente attuali. 

Le sue conoscenze lo vedono al centro del dibattitto culturale italiano e della definizione del razionalismo italiano. 

I rapporti con il mondo delle esposizioni furono una costante della sua carriera partecipando attivamente con i suoi progetti e come membro dei comitati organizzatori. 

Collaborò con le Triennali di Milano e fu protagonista di eventi come Italy at Work. Her Renaissance in Design Today, mostra itinerante che si svolse negli Stati Uniti tra il 1950 e il 1951, e Italia ’61, manifestazione organizzata a Torino per celebrare il primo centenario dell’Unità d’Italia.

Ponti fu, inoltre, uno dei protagonisti delle Biennali di Monza, presentando nelle sale della villa Reale le novità da lui introdotte nel repertorio della Richard-Ginori e i risultati delle sperimentazioni condivise con gli altri architetti del côté milanese coinvolti nelle esperienze del Labirinto e della Domus Nova per i grandi magazzini La Rinascente a Milano.

A lui si devono la fondazione di due riviste importantissime per il design e l’alto artigianato artistico come Domus e Stile, che contribuirono in modo evidente alla promozione delle arti destinate all’arredo domestico e alla diffusione del linguaggio moderno, idee che furono coronate dalla progettazione e costruzione dal 1956-60 del Grattacielo Pirelli a Milano, capolavoro del razionalismo italiano diventato simbolo assoluto della “modernità” nel dopoguerra in Italia.

Documenta il ricco e vario percorso il film “Amare Gio Ponti”, per la regia di Francesca Molteni, prodotto da Muse Factory of Projects in collaborazione con Gio Ponti Archives, promosso da Molteni&C. Il catalogo è a cura di Claudia Casali e Stefania Cretella, Dario Cimorelli Editore.

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