Canemorto. The Painting Race


Stampa

A Palazzo Vizzani di Bologna, sede dell’associazione Alchemilla, è in corso fino al 16 marzo, “The Painting Race”, progetto espositivo e performativo del trio di artisti CANEMORTO, a cura di Antonio Grulli. Promossa da Alchemilla, la mostra è realizzata nell’ambito di Art City Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera.

CANEMORTO, The Painting Race – Rendering #1, 2023

Sono in scena sei “quadri radiocomandati” provvisti di ruote, disposti all’interno di un circuito chiuso che attraversa tutte le sale dello spazio espositivo. Questa mostra mira a ribaltare la percezione comune dei dipinti su tela, oggetti preziosi, statici e intoccabili che normalmente vanno ammirati senza contatto fisico. All’interno della mostra, al contrario, i dipinti diventano opere mobili, a disposizione del pubblico per essere pilotati lungo il tracciato che si snoda attraverso le suggestive sale settecentesche di Alchemilla. Al circuito, che visivamente evoca una scultura brutalista e minimale, fanno da contraltare una serie di opere in tessuto, dipinte a candeggina e realizzate su misura per inserirsi all’interno delle specchiature già presenti sulle pareti delle sale del Palazzo.

Tramite questa dimensione ludica e partecipativa, “The Painting Race” annulla le distanze canoniche tra opere e visitatori, ironizzando sulle dinamiche fortemente competitive che caratterizzano il contesto delle fiere d’arte. Il pubblico, in questi casi generalmente relegato al ruolo di spettatore passivo, diventa protagonista all’interno della mostra, guidando le opere in solitaria oppure arrivando a sfidare altri visitatori in una gara di “pittura su ruote”.

Durante le giornate di ART CITY Bologna, sono in programma una serie di gare performative a squadre pensate per mettere in competizione dei rappresentanti di diverse categorie professionali del mondo dell’arte. CANEMORTO è un trio di artisti italiani anonimi, attivi dal 2007. Indossano maschere, parlano un idioma sconosciuto e venerano una divinità canina chiamata Txakurra, diffondendo il suo culto misterioso tramite opere “a sei mani” che sfruttano i media più disparati.

Share Button