Antropomachie


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La mostra “Antropomachie” si inserisce nel calendario degli eventi della II edizione del Premio Sparti, promosso dall’Impresa di Costruzioni Sparti e dalla F.RI.D.A Art Academy, con il patrocinio dalla Regione Marche e del comune di Ascoli Piceno e si tiene presso Palazzo dei Capitani della stessa città fino al 1 aprile prossimo, a cura di Ado Brandimarte.

Gli artisti partecipanti sono: Giulia Cotterli, Flavia Carolina D’Alessandro, Sabino De Nichilo, Giorgia Mascitti e Rakele Tombini, che utilizzano linguaggi espressivi diversi per dare corpo a una identica tensione esistenziale.

Sabino de Nichilo, Esperimento di estinzione, 2021, gres, smalti ad alta e bassa temperatura, materiali refrattari, gomma, lustro oro

Il curatore spiega: “La parola greca scelta come titolo della mostra unisce i concetti di uomo e di combattimento e le opere presentate raccontano le lotte interne alla sfera intima della natura umana”.
Flavia Carolina D’Alessandro propone un’installazione visiva e sonora realizzata bucando carta da lucido, proponendo una mappatura del territorio. La ricerca di Giulia Cotterli si divide tra scultura tessile e pittura, in cui l’artista inventa il suo albero genealogico paterno. Sabino De Nichilo plasma sculture in ceramica evocanti strutture di un’anatomia postumana che si confrontano con una serie di acquerelli. Giorgia Mascitti alterna il disegno alla scultura per esorcizzare sensazioni ed avvenimenti come in una sorta di diario. Rakele Tombini attraverso l’utilizzo di varie tecniche e materiali con cui sarà possibile interagire durante l’esposizione, ci trasporta in un mondo che tinge di rosa come soluzione di sopravvivenza alla realtà, spesso grigia.
Ancora il curatore precisa: “La mostra si articola come una raccolta polifonica di linguaggi, differenti approcci all’arte come la pluralità delle ideologie del contemporaneo in cui essere e cercarsi aderiscono, partorendo una forma concreta. Al confine tra coscienza e inconsapevolezza, hanno origine le lotte che ogni essere umano svolge nella propria esistenza segreta, fatta di vissuti, sensazioni e comportamenti radicati negli angoli più remoti del nostro essere”.

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