La voce dei metalli


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Al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, fino all’8 marzo è allestita una mostra monografica dedicata a Roberto Ciaccio (Roma 1951 – Milano 2014), realizzata a cura dell’Archivio Roberto Ciaccio con la collaborazione di Kurt W. Forster, architetto, professore e storico dell’arte, Silvia Mascheroni, storica dell’arte, e del poeta Tomaso Kemeny.

Roberto Ciaccio, La voce dei metalli, Museo Nazionale Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci, Milano, 2019, Ph Claudio Ciaccio


L’esposizione mette in luce un aspetto particolare del percorso creativo dell’artista: la realizzazione di opere su metallo. Le grandi opere in mostra, lastre di metalli diversi (ferro, rame, ottone, zinco) con la loro fisicità e cromia instaurano luminose corrispondenze con gli ambienti del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, creando una sottile trama di rimandi materici e assonanze musicali tra opere d’arte e oggetti della tecnica.
Un percorso innovativo nella sua modalità espositiva induce i visitatori a scoprire una diversa identità dei materiali e del tempo: a partire dalle opere disposte accanto all’enorme centrale termoelettrica Regina Margherita (1895 acciaio, ferro, ghisa neri), proseguendo per quelle esposte lungo il binario del padiglione Ferroviario, come tappe di un viaggio simbolico della vita e della vita per l’arte di Roberto Ciaccio dal 1971 al 2013, anno della sua ultima grande mostra monografica a Genova.
L’esposizione attraversa gli spazi del Museo in cerca di un incontro ideale tra passato e presente, tra funzionalità e realtà estetica del metallo in un dialogo continuo tra luogo della scienza e luogo dell’arte. A testimonianza di questo dialogo si inserisce a fine percorso una serie di fotografie, opere di Claudio Ciaccio, che si ispirano e reinterpretano le opere del padre.
La mostra è corredata di un catalogo a cura dell’Archivio Roberto Ciaccio, dedicato al filosofo Remo Bodei, mancato recentemente, più volte curatore di precedenti mostre e amico di Ciaccio. Il volume è edito da Corraini Edizioni su progetto grafico di Origoni Steiner Architetti Associati.

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