Consagra Architettura


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Marsala dedica al conterraneo illustre Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920 – Milano 2005), una mostra allestita nel Convento del Carmine della stessa città e aperta fino al 20 ottobre.
Organizzata dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala” e realizzata in collaborazione con l’Archivio Pietro Consagra di Milano, la mostra è a cura di Sergio Troisi e si propone come un omaggio all’architettura dello scultore siciliano, nel cinquantenario della pubblicazione de “La città frontale”, volume in cui lo scultore espone ed articola la sua profonda riflessione teorica sull’architettura e sul suo personale e felice percorso di ricerca.
La mostra è composta da una cinquantina di opere, allogate nelle sale dell’antico convento con alcune incursioni nel paesaggio dell’antico chiostro dei padri carmelitani, esprimendo così un paradigma della poetica di Consagra e del legame tra arte e l’architettura. 

Pietro Consagra-Spessori in prospettiva (quadrato, stella, disco, triangolo) 4 elementi in ottone, 1968


L’interesse dello scultore per l’architettura, cui ha dedicato numerosi scritti e interventi, muove infatti da una posizione morale: riscattare, attraverso la libertà e l’immaginazione dell’arte, la città da quel destino di puro strumento economico a cui le pratiche urbanistiche del dopoguerra l’hanno consegnata.
Sergio Troisi ha selezionato i modelli, la serie delle “Porte del Cremlino”, i colorati progetti di facciate e un nucleo di dipinti, ordinati in un percorso che vuole evidenziare come in architettura confluiscano alcuni temi centrali della ricerca di Consagra. 
Pietro Consagra è stato uno dei più prestigiosi esponenti dell’astrattismo internazionale e la sua attività si propone come una scultura di idee intese ad esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell’uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società.
Partito da una ricerca sui materiali, in seguito realizza sculture quasi bidimensionali nelle quali tende ad annullare lo spessore sino a giungere alle lamine dello spessore di due decimi di millimetro nelle “Sottilissime” e al massimo spessore degli edifici della “Città frontale” del 1968.
Fra le sue ultime grandi opere, nel 1998, esegue una scultura in marmo, dedicata a Giano, alta più di cinque metri, situata a Largo Santa Susanna a Roma.

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