Signori prego si accomodino


Stampa

Lia Pasqualino Noto, La frittata di mezzanotte, 1988 ecoline su carta, cm 70,5×100, Courtesy Familia Pasqualino Noto

Il progetto “Signori prego si accomodino”, organizzato da NUOVE//Contemporary Art Production, in collaborazione con Elenka, Marsèll, Tasca D’Almerita e a cura di Geraldine Blais, giunge a Palermo in occasione di Palermo Città della Cultura Italiana e in ambito a Manifesta 12, dedicando una mostra a Lia Pasqualino Noto (Palermo, 1909 – Palermo, 1998).

La mostra gode patrocini di GAM, Galleria D’Arte Moderna, Palermo, Accademia di Belle Arti di Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, Palermo e a completare la mostra e coronare le opere dell’artista palermitana, espongono gli artisti: John Armleder / Morgane Tschiember, Sarah Buckner, Gianluca Concialdi, Nicolas Deshayes, Patrizio Di Massimo, Anna Franceschini, Gelitin,  Chantal Joffe, Sonia Kacem, Athena Papadopoulos, Diego Perrone, Maia Regis, Francesco Simeti, Kiki Smith.

La mostra è allestita nella casa-studio di Lia Pasqualino Noto e gli artisti partecipanti sono stati invitati a relazionarsi con la vita e l’opera della pittrice palermitana, in un percorso che si riappropria degli spazi di casa Pasqualino Noto. Creando uno scenario capace di dialogare in sintonia con l’atmosfera e gli ambienti preesistenti, si rende testimonianza di quel fervore intellettuale che fu fra i più vivi focolari culturali della città di Palermo, ospitando tra le più radicali personalità del panorama artistico italiano fra le due guerre.

Il progetto espositivo intreccia passato e presente anche della famiglia Pasqualino Noto invitando, accanto agli artisti, i componenti della famiglia dell’artista: Beatrice, Caterina, Lia, Liuc, Maia, Matilde a realizzare alcune opere, con il fine di restituire l’immensa eredità che l’artista ha lasciato nell’esperienza delle generazioni successive.
Lia Pasqualino Noto, esponente del Gruppo dei Quattro insieme a Renato Guttuso, Nino Franchina e Giovanni Barbera, fu una dinamica e singolare voce femminile della pittura dei primi del Novecento, a lungo lasciata ai margini dal dibattito artistico, ma figura fondamentale del panorama culturale palermitano. La pittrice affrontò con ferma posizione e coraggiosa coerenza gli influssi dei nuovi stili pittorici del suo tempo, dagli epiloghi del futurismo sino al più deciso astrattismo. Nel suo percorso artistico e nella sua storia emergeranno i grandi contrasti dell’Italia tra gli anni ’30 e gli anni ’50, tra cui la questione del femminile, incontrata nelle sue personali difficoltà a raggiungere il successo, di pubblico e critica, in quanto donna, arrivando a giocare sull’equivoco creato dal doppio cognome “Pasqualino Noto” per lasciare credere che il suo lavoro fosse opera di un uomo, suo marito Guglielmo Pasqualino Noto.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *