Il Museo Nivola di Orani (NU) fino al 14 settembre ospita “Volare Guardare Costruire”, un progetto site specific di Nathalie Du Pasquier (Bordeaux, 1957), che si presenta come una retrospettiva pittorica e allo stesso tempo come un’installazione ambientale, in cui l’artista fonde pittura, architettura e design in un unico percorso immersivo.

Pensata appositamente per gli spazi del museo e curata da Antonella Camarda e Giuliana Altea, la mostra si configura come una retrospettiva dedicata alla produzione pittorica dell’artista dagli esordi fino a oggi. Il percorso espositivo si articola attraverso una serie di strutture progettate dall’artista che trasformano l’ambiente del museo in uno spazio da attraversare, esplorare, abitare.
La mostra innesca così un dialogo tra le architetture effimere dell’artista e la struttura storica dell’edificio, l’ex lavatoio di Orani, oggi cuore pulsante del Museo Nivola.
Sono esposte opere realizzate dagli anni Ottanta a oggi, che raccontano l’evoluzione del linguaggio visivo di Du Pasquier: un lessico fatto di figurazione e astrazione, in cui le figure umane e la dimensione narrativa cedono gradualmente il passo al tema delle nature morte, fatte di oggetti semplici e quotidiani, che evocano con delicatezza la presenza umana, e poi ancora a forme geometriche e costruzioni astratte
Il titolo si riferisce a tre fasi della produzione pittorica di Du Pasquier. Volare evoca il momento del distacco dalla progettazione di oggetti di design, verso la pratica più libera della pittura. E non è forse un caso che tante delle opere di questa fase presentino delle scene viste dall’alto, con una prospettiva a volo d’uccello, simbolo della forza dell’immaginazione, della sua capacità di librarsi in alto ed espandersi liberamente. Guardare si riferisce a una seconda fase, all’esigenza di abbandonare le scene puramente immaginative per dedicarsi ad un’osservazione quieta e puntuale della realtà, anche degli oggetti più quotidiani e apparentemente insignificanti, che rivelano invece, a uno sguardo interessato, forme straordinarie, dettagli preziosi e la capacità di comprendere in se stessi la complessità dell’esistenza. Sono visioni che l’artista definisce “silenziosissime e fermissime”, che invitano a riscoprire il piacere del mondo sensibile attraverso un’osservazione silenziosa e attenta. Insoddisfatta, a volte, dell’apparenza sensibile della realtà, Du Pasquier si dedica, infine, a Costruire, realizzando strutture originali, piccole costruzioni astratte tridimensionali che vengono poi ritratte col pennello, riportate sul piano bidimensionale delle sue tele. Si innesca così una dinamica complessa fra realtà e rappresentazione, in una stupenda metafora della pittura. Con questa mostra, il Museo Nivola conferma il suo impegno nella valorizzazione del dialogo tra arte, design e architettura, offrendo un’immersione nel mondo visionario di un’artista che continua a reinventare le regole del vedere e del costruire.

