Alberto Rodríguez Serrano. Ars Gratia Artis Venezia


Stampa

Venezia, la mostra al Museo Fortuny, a cura di Chiara Squarcina fino al 5 ottobre, propone alcune delle opere più significative realizzate da Alberto Rodríguez Serrano (Madrid, 1988) negli ultimi anni: un compendio di diverse rappresentazioni artistiche frutto di lunghi periodi di sperimentazione e lavoro su tecniche innovative.

Alberto Rodriguez Serrano, Museo Fortuny

Utilizzando una tecnica basata sull’uso di pigmenti luminescenti, sia fosforescenti che fluorescenti, l’artista conferisce al proprio lavoro profondità emotiva e complessità materica. In un gioco di luci e ombre, i dipinti prendono vita, carichi di emozioni e profondità.

La mostra è articolata in tre sezioni, a loro volta legate a tre ai tre temi principali attorno a cui si articola il suo lavoro.

La prima riguarda i tori in quanto simbolo di forza. Creature potenti e nobili, piene di carattere, incarnano le stesse qualità che l’artista cerca di esprimere nei suoi dipinti. Il suo obiettivo è catturare l’animale in movimento, nel suo stato più puro di vitalità e naturalezza, conferendo alla tela il coraggio e l’essenza primordiale del toro stesso. Con il suo sguardo penetrante e la sua forma imponente, il toro diventa una metafora della natura selvaggia, di quella forza primordiale e indomita che ci ricorda che la vita non è solo un viaggio verso la calma, ma una sfida continua.

La seconda si concentra invece attorno ai paesaggi, sia naturali che legati direttamente a Venezia, città con cui Serrano ha un profondo rapporto e di cui immortala non solo la visibile magnificenza, ma anche la sua anima: la danza tra luce e ombra, la serenità delle sue acque in contrasto con il trambusto delle sue strade, l’immobilità della sua storia giustapposta alla vivacità della vita contemporanea. Queste opere incarnano l’essenza di Venezia, fondendo la sua iconica architettura con la bellezza dei suoi paesaggi urbani.

Create in omaggio alla Biennale di Architettura, queste tele celebrano la città come spazio di creatività, innovazione e tradizione, riflettendo il suo inconfondibile fascino e il dinamico rapporto tra antico e moderno. Venezia, nel suo mistero e nella sua fragilità, è sempre stata una fonte inesauribile di ispirazione per coloro che cercano la bellezza sia nell’effimero che nell’eterno.

Infine, la terza sezione, Aurum, presenta paesaggi realizzati con foglia d’oro a 22 carati. Fondendo l’immobilità degli elementi con il bagliore celestiale dell’oro, l’opera diventa una danza tra modernità e luce eterna. Ogni edificio e ogni strada sono avvolti da uno strato d’oro, riflettendo l’essenza della vita urbana e trasformando il quotidiano in una scena di grandezza. Con l’uso della foglia d’oro, Serrano eleva la struttura e le ombre dell’architettura italiana al regno del sublime, mentre la città, vibrante e dinamica, si fonde con una luminosità che trascende il passare del tempo.

Share Button