Ismaele Nones. A chi parlo quando parlo


Stampa

Fino al 29 giugno, il MAC, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB), presenta la prima personale in una istituzione pubblica di Ismaele Nones (Trento, 1992), dal titolo “A chi parlo quando parlo”, a cura di Stefano Raimondi.

Ismaele Nones, A chi parlo quando parlo, 2024, pittura acrilica su tela, 140×190 cm

La mostra apre le celebrazioni per il 25° anniversario del museo, recentemente ristrutturato e oggi parte di AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che anche per il 2025 sarà ad ingresso gratuito.

Con questa mostra prosegue il progetto Prime, con cui il MAC si accredita come centro di ricerca e di sperimentazione, per dare per la prima volta voce ad artisti contemporanei che, con le loro opere, sono sensibilizzati ad instaurare un dialogo con quelle presenti nella Collezione permanente del museo, acquisite durante lo storico Premio Lissone, in particolare tra il 1946 e il 1967, quando la città si confermò come luogo significativo a livello internazionale per la documentazione della ricerca artistica europea.

Il lavoro di Ismaele Nones si pone l’obiettivo di generare e definire nuovi spazi creativi attraverso un dialogo continuo e fluido tra tematiche attuali e linguaggi, tecniche e soggetti attinti dal mondo iconografico. In questo processo si sviluppa un territorio immaginativo in cui le barriere tradizionali che separano sacro e profano, antico e contemporaneo, si dissolvono, lasciando spazio a un’esplorazione più libera, priva di vincoli. Mescolando immagini dei tempi passati, simboli e significati, emergono e s’intrecciano tematiche legate alla condizione umana, come la dimensione del conflitto e della lotta, l’esplorazione della sessualità e dell’eros, il senso di isolamento e solitudine, la ricerca di convivialità e condivisione, fino ad arrivare al sentimento di alienazione e inerzia sociale.

La mostra occupa interamente i quattro i piani del museo con oltre cinquanta lavori, instaurando per la prima volta una relazione tra lo spazio interno del MAC e la piazza circostante.

Il titolo, “A chi parlo quando parlo”, riprende quello di una nuova serie di lavori di Nones ispirati alle tecniche narrative dell’arte iconografica, rinascimentale e popolare, capaci di riflettere sull’ambiguità della ripetizione dello stesso personaggio all’interno di una scena.

Sono esposte alcune delle opere di grande formato più significative dell’artista, tra cui Horsepower (2020), che nasce da una suggestione proveniente dal capolavoro futurista La città che sale (1910) di Umberto Boccioni e prosegue la tradizione pittorica del soggetto con una visione contemporanea. Sullo sfondo, i tralicci dell’elettricità si contrappongono alla fisicità dei cavalli, trasformandoli in metafore di un’energia ibrida che unisce natura e tecnologia, istinto e meccanica.

La ripresa iconografica della cultura ortodossa è evidente in opere come Riposare in pace a bordo piscina (2023), che richiama la deposizione di Cristo.

Nel grande trittico Chiara Confusione (2023), concepito come una trilogia, si ritrovano le principali tematiche della ricerca artistica di Ismaele Nones. Ispirata all’omonima poesia di Patrizia Cavalli, l’opera si presenta come un assemblaggio visivo di temi, simboli e suggestioni.

Durante l’intero periodo espositivo saranno previste ogni weekend visite guidate gratuite. La mostra è inoltre accompagnata da una serie di attività didattiche rivolte alle scuole e alle famiglie. A conclusione della mostra verrà presentato il catalogo monografico dell’artista.

Share Button