Dal muralismo alla street art. Mudec Invasion


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Il MUDEC, Museo delle Culture di Milano, fino al 29 giugno ospita la mostra “Dal muralismo alla street art. Mudec Invasion”, prodotta da 24 ORE Cultura, Gruppo 24 ORE con il supporto degli sponsor Turisanda1924, parte di Alpitour World, Ford e del Partner Boero, curata da Alice Cosmai, responsabile Ufficio “Arte nello Spazio Pubblico” del Comune di Milano. Si tratta del primo progetto di murales artistici commissionato in un museo pubblico, che ha trasformato gli spazi del MUDEC attraverso le opere site specific di dieci muralisti internazionali. La sezione storica è a cura di Silvia Bignami, storica dell’arte.

MUDEC invasion, Per i dieci anni del Museo

Luca Barcellona, con la sua arte calligrafica; Zoer artista e designer francese talento del colore; Capo.Bianco, artista italiana dal tratto geometrico; l’italiano Hitnes con le sue opere ispirate alla natura e al mondo animale; Mazatl muralista e incisore messicano inedito in Europa; Neethi, artista, illustratrice e designer indiana; Cinta Vidal, artista spagnola con le sue opere che sfidano la prospettiva e le convenzioni architettoniche; Agus Rùcula, muralista e fotografa argentina nota per i suoi murales relazionali; Aya Tarek, visual artist egiziana dal tratto vibrante e Mohammed l’Ghacham, artista marocchino naturalizzato spagnolo che connette fotografia e pittura su grande formato.

Ognuno di loro ha realizzato un’opera inedita, visibile solamente per la durata della mostra, con cui ha interpretato il tema del “Viaggio” secondo la sua personale visione: dal tratto calligrafico alla pennellata, dall’incisione alla grafica, ogni intervento è unico e racconta una storia diversa. Attraverso la scelta di questo argomento, commissionato dal MUDEC nell’ambito del terzo progetto dal taglio interdisciplinare che caratterizza tutto il palinsesto delle iniziative dedicate al decennale del Museo delle Culture, questa esposizione si pone in un dialogo complementare alla mostra “Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore”, ospitata nelle sale Focus del museo.

Il progetto ha ribaltato la consueta logica organizzativa di una mostra tradizionale, creando un’esperienza del tutto innovativa che invita i visitatori a riflettere sull’evoluzione del muralismo urbano contemporaneo come forma d’arte necessariamente in movimento, capace di restituire significato ai luoghi che tocca. Un linguaggio potentemente identitario, che crea comunità e senso di appartenenza, sia quando si esprime in modo spontaneo, sia quando nasce sulla spinta di una committenza istituzionale.

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