Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio


Stampa

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita, fino al 15 settembre, “Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio”, ampia personale dedicata a una delle voci più originali dell’arte del XX secolo, a cura di Flavia Frigeri, storica dell’arte e curatrice presso la National Portrait Gallery di Londra.

Maria Helena Vieira da Silva, Venetian Festival (Fête vénitienne), 1949 Oil on canvas 65 x 100 cm, Private collection, France, Courtesy Galerie Jeanne Bucher Jaeger, Paris-Lisbon

Attraverso una selezione di circa settanta opere chiave, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali, tra cui Centre Georges Pompidou, Parigi, Guggenheim Museum, New York, Tate Modern, Londra, nonché importanti gallerie, tra cui Jeanne Bucher Jaeger, Parigi, e collezioni private, la mostra offre uno sguardo approfondito e del tutto inedito sull’evoluzione del linguaggio visivo di Maria Helena Vieira da Silva (Lisbona, 1908 – Parigi, 1992). Mettendo in luce il forte rapporto tra astrazione e figurazione, l’esposizione ripercorre i momenti più significativi della carriera di Vieira da Silva, dagli anni Trenta alla fine degli anni Ottanta, e pone l’accento sul suo interesse per gli spazi architettonici, in cui il confine tra paesaggi urbani reali e immaginari si dissolve, andando ben al di là dei riferimenti formali alla cultura visiva portoghese e ai movimenti d’avanguardia come il Cubismo e il Futurismo. Ciò che di nuovo emerge dall’esposizione è il riconsiderare il suo lavoro come indipendente dal movimento Informale, a cui in passato è stato spesso accostato, e riconoscere invece come fondamentali sia la sua esperienza a Parigi, dove si trasferisce fin da giovane per motivi di studio, sia il periodo dell’esilio a Rio de Janeiro, dove si rifugia con il marito Árpád Szenès, anch’egli artista, durante la Seconda guerra mondiale e dove crea una fitta rete di contatti.

L’artista è inoltre storicamente legata all’eredità di Peggy Guggenheim e di Solomon R. Guggenheim. Non solo Vieira da Silva venne inclusa tra le trentuno artiste protagoniste della mostra Exhibition by 31 Women organizzata da Peggy Guggenheim nella galleria-museo newyorkese Art of This Century nel 1943, ma Hilla Rebay, prima direttrice del Museum of Non-Objective Painting, futuro Solomon R. Guggenheim Museum di New York, è considerata una delle sue prime sostenitrici, avendo acquistato nel 1937 Composition (1936), tutt’oggi nella collezione del museo americano.  

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo illustrato, edito da Marsilio Arte, con testi della curatrice Flavia Frigeri, dell’artista Giulia Andreani, di Lauren Elkin, scrittrice e saggista, e di Jennifer Sliwka, storica dell’arte.    Dopo Venezia, l’esposizione si sposterà al Museo Guggenheim di Bilbao, dal 17 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026.

Share Button