Carmela De Falco. Memomirabilia


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Il Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, fino al 30 settembre ospita la mostra Memomirabilia di Carmela De Falco (Avellino, 1994), con un’indagine sulla relazione tra ordinario e straordinario a partire dalla perdita della meraviglia nella società contemporanea, a cura di Gianluca Riccio e Alessandra Troncone.

La Sala Agata del Museo Filangieri di Napoli

La mostra è promossa dall’Associazione Il Rosaio, Arte e Cultura Contemporanea ed è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con il Museo Civico Gaetano Filangieri e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il progetto ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Attraverso la produzione di una serie di sculture e di un’installazione sonora, appositamente create per questa occasione, Memomirabilia affronta la questione della memoria collettiva e della relazione con l’altro a partire dall’antica tradizione dei Mirabilia e della Wunderkammer. Prendendo spunto, infatti, dall’idea di “camera delle meraviglie”, quale spazio deputato alla conservazione e all’esibizione di ciò che in epoca rinascimentale si riteneva potesse suscitare stupore sulla base della propria originalità, unicità ed eccezionalità, l’artista intende dare vita a una Wunderkammer contemporanea in cui oggetti di uso comune e suoni elementari sono ripensati come depositi di una stratificazione di memorie disperse e interpretati come dispositivi relazionali.

Concepito in stretta relazione con lo spazio fisico e culturale del Museo Civico Gaetano Filangieri, il nucleo centrale della mostra è composto da un insieme di sculture create a partire da oggetti, quali un manichino, un paio di scarpe, una cintura, un orologio da polso, una cannuccia, una coppia di piccoli uccelli, due maniglie e altri ancora, scelti dall’artista tra i materiali di diversa provenienza accumulati nei negozi di rigattieri e attinti direttamente nel vissuto della città e nelle tracce materiali dei suoi abitanti. Attraverso un processo di rielaborazione estetica e semantica, gli oggetti, alterati nelle dimensioni e riconfigurati plasticamente, approdano negli spazi del museo in forma di sculture preziose, caratterizzate da un’ambiguità estetico-funzionale. Il corpus di opere realizzate seguendo tale processo di selezione, trasformazione e ri-semantizzazione, a confronto con i reperti che punteggiano il gabinetto di curiosità creato dal principe di Satriano Gaetano Filangieri, finisce con il dar corpo a un’intensa riflessione sull’idea di collezione, sul concetto di ‘altro’ in ambito estetico e culturale, e alla definizione di una nuova esperienza di stupore e di meraviglia fuori da ogni idea di esoticità.

Completa il percorso espositivo un’installazione sonora formata da due tracce audio che corrispondono alle voci di due cantanti professioniste dirette dall’artista che, partendo l’una dalle vocalizzazioni dell’altra, si riconoscono come in un gioco di specchi, imitandosi e inseguendosi.

La mostra prevede infine un intervento di Carmela De Falco sulla collezione del Museo che torna a riflettere sul rapporto tra individualità e alterità, disegnando un nuovo destino possibile per alcuni oggetti che compongono la sua selezione di porcellane. La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Luca Manzo, Gianluca Riccio e Alessandra Troncone.

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