Giuseppe Campese. 1924-2024. Luce Poetica


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In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Campese, scomparso nell’agosto 2000, la città di Casale Monferrato promuove e realizza una mostra antologica, da domani, 22 giugno e fino al 21 luglio prossimo: “Giuseppe Campese. 1924-2024. Luce Poetica”.

Giuseppe Campese, acquarello 1975

La mostra è ospitata nella Sala Marescalchi del Castello del Monferrato secondo un allestimento strutturato in base a quattro sezioni differenti, riconoscibili dalla colorazione dei pannelli che supportano le opere pittoriche: la prima dedicata alle opere giovanili realizzate negli anni ‘60 e ‘70; la seconda con le vedute naturali e i paesaggi urbani, collinari e montani, la terza si concentra sulle opere realizzate in studio spaziando dai ritratti, alle composizioni floreali, alle nature morte; l’ultima sezione è, infine, dedicata alle opere realizzate negli anni ‘90.

Il percorso espositivo prevede, inoltre, un excursus dedicato a Nino (Giovanni) Campese, padre del protagonista e anch’egli artista, e all’omonimo nonno che, pur non praticando professionalmente l’attività artistica, ha aperto la via alle future generazioni di Maestri.

Un video a disposizione del pubblico, infine, proietterà le immagini dell’artista e alcuni interventi di Grazia e Cristina Campese, figlie del pittore e curatrici dell’iniziativa, così da avere una visione completa di Giuseppe Campese sia come artista che come uomo.

Allievo di Cesare Maggi, Giuseppe Campese, terminati gli studi comincia subito la sua lunga carriera di pittore, che si accompagnerà a quella di apprezzato restauratore, realizzando moltissime opere, principalmente ad acquarello e a olio, ed esponendo in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero: a partire dalla Biennale d’arte dell’Accademia filarmonica di Casale Monferrato nel 1949, fino a Milano, Pavia, Torino, Genova e Copenaghen, Parigi, Buenos Aires, New York. Nonostante condivida con il padre l’amore per il mestiere e l’educazione al gusto e al colore, l’influenza di Nino non è direttamente percepibile nella pittura di Giuseppe, che dedica tutta la vita al mondo artistico in cui è stato allevato senza mai lasciarsi contaminare, però, né dallo stile personale del padre né dalle mode pittoriche del momento, restando leale soprattutto a se stesso e alle sue inclinazioni interiori.

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