Omaggi alle artiste: Mirella Bentivoglio


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“Lapide a Hravat” è l’installazione di Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, Austria, 1922 – Roma, 2017) ricomposta e riallestita dopo molti decenni alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, fino al 13 ottobre prossimo.
Questa mostra, composta da un libro in marmo e varie cravatte in plexiglas e pietra, chiude il ciclo Omaggi alle artiste, ed è stata realizzata con la collaborazione di: Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, Istituzione Bologna Musei, MAMBO Museo d’Arte Moderna Bologna, Archivia Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne, Roma.

Mirella Bentivoglio, Lapide a Hravat, 1999

Per comprendere il significato di quest’ultimo omaggio occorre ricordare che Mirella Bentivoglio inizia il proprio percorso artistico come poetessa e che, nella seconda metà degli anni Sessanta inizia a giocare con i suoi elementi basilari, isolando dalla frase parole, sillabe e singole lettere, presentate semplicemente nella loro immagine iconica o replicate e combinate variamente, insieme con immagini e oggetti reali. È una poetica volta a rintracciare nell’astrazione del linguaggio la radice materica, concreta, primaria, secondo un’attitudine squisitamente femminile a preferire al dato logico-formale quello esperienziale.

Tra i principali simboli utilizzati dalla Bentivoglio vi sono l’uovo, l’albero e il libro. Negli anni Settanta compaiono i primi volumi in pietra, simboli potenti e archetipici della dimensione intellettuale e della cultura, con molteplici riferimenti alla pietra tombale, ai laterizi usati nelle costruzioni, alle tavole della Legge della tradizione ebraico-cristiana.

La Lapide a Hravat gioca sull’ambiguità di significato e lo slittamento di senso: allude all’etimologia della parola croata hravat, che significa “strozzare”, e all’uso che i soldati croati facevano di un fazzoletto portato al collo come strumento di morte. La cravatta rimanda inoltre in modo sinistro al linguaggio mafioso e gergale, in cui “mettere la cravatta” e “fare la cravatta” si riferiscono alla pratica dell’usura. Parallelamente, però, la cravatta è anche simbolo di rispettabilità ed eleganza nell’abbigliamento contemporaneo dell’uomo occidentale.

Per la sua realizzazione, l’artista ha selezionato marmi di diversa trama e colore, provenienti dall’Europa e da altri continenti, ora lisci ora grumosi, ora omogenei ora striati. Il sapiente utilizzo delle pietre naturali e del plexiglas, unito all’ingegnosa rifrazione dei significati, rende Lapide a Hravat un dispositivo semantico complesso, una sofisticata metafora dove morte e sopraffazione si combinano in modo suggestivo e straniante con il ruolo vitale e costruttivo della cultura.

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