Ars Regia. La Granda alchemica


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L’associazione Le Terre dei Savoia di Savigliano (CN) ha creato il progetto Ars Regia, curato da Enzo Biffi Gentili, per valorizzare alcune eccellenze del territorio e la mostra “La Granda alchemica”, parte di questo progetto, è aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2020 a Palazzo Taffini d’Acceglio e Palazzo Muratori Cravetta, a Savigliano, appunto.

Ars Regia e Chapallaz Ovalisation, 1982

La mostra permette al visitatore un’immersione culturale e sensoriale in una tradizione ermetica vivente in Piemonte ed è articolata in otto sezioni: “Le esequie alchemiche. In memoria di Carlo Emanuele I di Savoia”. Nella sala di Palazzo Cravetta ove Carlo Emanuele I morì vi è una installazione scenografica che ne rianima l’ultima storica, luttuosa, destinazione, esaltata attraverso interventi multimediali e l’evocazione di fantasmi digitali. Sono visibili anche opere d’arte dedicate agli ultimi istanti del Duca e documenti alchemici originali del XVI, XVII, XVIII secolo, e oltre. “L’anticamera ardente. Pinot Gallizio pittore e spagirico”. In uno spazio contiguo al piano terra è stata ricostruita, in seguito a un accordo già raggiunto con l’Archivio Pinot Gallizio, l’Anticamera della morte a suo tempo creata dall’artista. Sulle pareti, alcuni suoi quadri dai titoli dichiaratamente alchemici, sino ai terminali Neri. “Nel crogiuolo de La Granda alchemica. Un saggio visivo di Daniele Regis”. Il fotografo di architettura e docente al Politecnico di Torino Daniele Regis, già autore di una straordinaria lettura dei monumenti neogotici del Cuneese celebrata da un grande esperto d’arte come l’inglese Andrew Graham-Dixon, star televisiva, sta compiendo una missione di “rilievo espressivo” di monumenti misterici cinquecenteschi locali, sinora scarsamente rappresentati. “Sei ermetici subalpini”. Raccolta di quadri, artwork, fotografie di sei autori contemporanei, scomparsi e viventi, attivi nella regione, già creatori in passato di artefatti dichiaratamente suggestionati dall’Ars Regia: i grafici e illustratori Piero Crida ed Elisa Seitzinger, l’eccentrico “olandese volante” Guy Harloff che morì in Piemonte, gli artisti Plinio Martelli e Silvio Rosso, e Fabio Petani, street artist. “Un Oratorio “eretico” torinese”. Una selezione di opere d’arte, perlopiù inedite, conservate presso il Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO della Congregazione dell’Oratorio di Torino nel complesso monumentale di San Filippo Neri, dedicati all’alchimia e alla sua iconografia. Tra i loro autori Paolo Baratella, Pierre Clayette, Sergio Fergola, Joe Tilson, Jorrit Tornquist, Jean Triffez e così via: una prova clamorosa di quella “riconciliazione” tra chiesa cattolica e Ars regia nella quale si sono recentemente distinti, sul piano storico-teorico e non artistico, anche i Francescani di Assisi. “Alla ricerca dell’oro ceramico”. Esibizione di ceramiche provenienti da collezioni private piemontesi, decorate a lustro metallico, antica tecnica di “ricerca dell’oro” in quest’arte, considerata un “secreto”. “L’aroma del sacro”. Un’installazione “alchi-mistica”, composta da ventiquattro olfattori in vetro dai quali i visitatori potranno inalare profumi basati su essenze adottate in cerimonie religiose o create a supporto di esperienze spirituali di varia natura. “Alchimie ludiche”. Al piano terra di Palazzo Taffini, sono raccolti artwork, comics e manga, video e videogames dal soggetto alchemico, per coinvolgere anche nuove generazioni di visitatori, sino ai “nativi digitali”.

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