Al Museo Civico di Noto (Siracusa), all’interno del suggestivo ex Convento di Santa Chiara, Andrea Chisesi rilegge l’antico per guardare da prospettive diverse al presente, con la sua mostra personale “Omaggio alle Metamorfosi di Ovidio”, curata da Martina Mazzotta, aperta al pubblico fino al 16 novembre. La mostra è promossa e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Noto.

Artista poliedrico e visionario, conosciuto per la sua abilità nel fondere fotografia e pittura in un processo che lui stesso definisce “fusione”, Chisesi propone con questa mostra un corpus di opere inedite e significative che dialogano con uno dei testi fondamentali della cultura occidentale: le Metamorfosi che il poeta latino Ovidio compose tra il 2 e l’8 d.C.. Il poema, insieme storia universale e catalogo di miti, rappresenta da secoli una inesauribile miniera da cui ha attinto l’intera tradizione artistica e letteraria europea. L’omaggio di Andrea Chisesi a questa tradizione si articola in un ciclo di opere, “metamorfosi nelle metamorfosi” che diventano fonti continue di meraviglia e stupore.
Al ciclo delle Metamorfosi, Chisesi è giunto riconoscendo che molte delle sue recenti fusioni (ma alcune risalgono anche a dieci anni fa) riprendono opere di scultura e pittura di diversi periodi storici, la cui iconografia è riconducibile al poema. Così, scene topiche di miti più o meno celebri prendono forma sulla tela trasformandosi in visioni stratificate fatte di pennellate, dripping, sovrapposizioni, incollamenti, strappi che evocano mondi remoti e insieme attuali.
Chisesi che guarda a Ovidio, seguendo Mazzotta, come al più ‘nuovo’ fra i classici nella cultura globale del nuovo millennio e ancora protagonista nell’arte contemporanea, a suggello di quel suo presagio di fama imperitura che egli veniva formulando nei celeberrimi versi conclusivi del poema. Il percorso espositivo si sviluppa in diverse sezioni e gli omaggi alla storia dell’arte si articolano in due grandi insiemi: pittura e scultura. Le opere, realizzate con la tecnica della fusione, alternano pittura, fotografia analogica e digitale, collage e grattage. A completare l’esperienza della mostra, un catalogo edito da Moebius Editore raccoglie tutte le opere esposte, il saggio critico della curatrice, nonché fotografie e approfondimenti sul lavoro di Chisesi e sul suo rapporto con il mito.

