Nel contesto della mostra diffusa “Il viaggio del rinoceronte e il paradosso del tempo”, Comune di Cernobbio e Galleria Galp presentano “Stefano Bombardieri. Stazione di posta a Villa Bernasconi”, a cura di Anna Lisa Ghirardi, fino al 5 ottobre, un nuovo progetto espositivo concepito per gli spazi liberty di Villa Bernasconi, come una “sosta simbolica” nel flusso narrativo della mostra madre.

Villa Bernasconi, davanti alla quale è collocata l’opera monumentale Tribute to Site, si configura simbolicamente come una “stazione di posta”: un luogo di sosta e di scambio di comunicazione. In questo spazio Bombardieri ci guida in un viaggio paradossale, dove oggetti, animali, pensieri e immagini si fermano per ripartire verso nuove direzioni.
Apre il percorso il video “Il viaggio del rinoceronte e il paradosso del tempo” (2025, durata: 3’44”), realizzato appositamente per la mostra. Qui il rinoceronte, figura totemica dell’artista, appare sospeso nel tempo, mentre sullo sfondo scorrono immagini accelerate di luoghi lontani. Un viaggio mentale e simbolico che mette in relazione spazio e tempo, visione e coscienza.
Con “Involucri del nulla” (2020/2025), l’artista presenta una macchina da scrivere Olivetti Lexikon 80, racchiusa in un guscio dorato. È un oggetto silenzioso, svuotato di funzione, un contenitore di pensieri non detti. Una scultura muta, che interroga il concetto di comunicazione oltre l’esistenza, dove il titolo suggerisce l’assenza più che la presenza.
L’opera “Balancing on the Past 1” (2021) raffigura un bambino in equilibrio su un cranio di mammut. Un’immagine potente e fragile al tempo stesso, che rappresenta la difficoltà, e la necessità, di costruire futuro sulle basi della memoria, senza esserne schiacciati.
Chiude il percorso “Progetto: Monachesimo armato” (2020), uno studio grafico di un’opera monumentale esposta alla 54ª Biennale di Venezia. Una testa di rinoceronte, sorretta da un’impalcatura, ospita al suo interno una biblioteca. Un fascio di luce filtra dal corno, illuminando un microcosmo raccolto, in cui conoscenza e silenzio diventano rifugio. Un’opera che evoca il sapere come spazio sacro e protetto, da custodire e meditare. Questa mostra è anche l’occasione per attivare un dialogo con il pubblico, in linea con la vocazione partecipativa di Villa Bernasconi, la “casa che parla” ai visitatori tramite le #vociinvilla.
Durante tutto il periodo espositivo, i visitatori saranno invitati a lasciare una riflessione sul tema del viaggio, fisico e interiore, su cartoline che daranno vita a una vera e propria narrazione collettiva. Alcune di queste diventeranno contenuto condiviso sui social, trasformando la mostra in una stazione di posta digitale, dove le parole viaggiano nel web e tornano a farsi presenza.

