Patricia Leite. Cold Water


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L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia promuove e ospita, per la prima volta negli spazi espositivi del Palazzetto Tito fino al 27 luglio, un’artista sudamericana: la pittrice brasiliana Patricia Leite, la cui carriera decennale viene qui celebrata con la sua prima mostra personale ospitata da un’istituzione italiana.

Patricia Leite, Falling Down, 2025, Oil on wood, 160 x 220 cm, Courtesy of the artist and Mendes Wood DM, São Paulo, Brussels, Paris, New York Photo credit EstudioEmObra

L’esposizione fa parte di una serie di mostre curate da Milovan Farronato dedicate alle figure di spicco della pittura internazionale con l’intento di offrire una prospettiva approfondita sulle voci più significative della scena artistica contemporanea. La mostra presenta opere create appositamente per l’occasione nello studio dell’artista a San Paolo e offre una visione completa della sua ricerca più attuale.

Cold Water riflette sui temi centrali della pratica dell’artista. Il titolo rende omaggio a un omonimo dipinto esposto in mostra, ma, al contempo, evoca anche uno stato d’animo, un momento di chiarezza improvvisa, vulnerabilità e risveglio, come il rinvigorente shock dell’acqua fredda sulla pelle, che ci riporta a ciò che è essenziale, crudo e immediato.

In Cold Water, Patricia Leite porta a Venezia paesaggi che appartengono non solo al Brasile, ma a una dimensione interiore fatta di silenzi, pause e luce rarefatta. Le sue tele non raffigurano luoghi: li sognano. Una cascata verticale diventa un pensiero che scende lentamente; una caverna si apre come un rifugio da cui osservare il mondo da lontano; i fuochi d’artificio tremano sull’acqua come ricordi sfocati.

Al Palazzetto Tito, uno spazio che sembra custodire voci antiche e stanze vuote pronte ad accogliere, la pittura di Leite si adagia delicatamente, permettendo a ogni immagine di diventare una soglia, un respiro, un rallentamento del tempo. In Lampadario (2025), Leite trasforma una costellazione di luci in una forma incerta, sospesa tra astrazione e figurazione. I punti luminosi, disposti in una geometria fragile e irregolare, evocano sia un oggetto domestico che un fenomeno naturale, come se un lampadario si stesse dissolvendo in una galassia, o viceversa.

La mostra è organizzata con il supporto di Mendes Wood DM e Thomas Dane Gallery.

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