Ad Acqua. L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi


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Giorgio Griffa, acquerello su carta

Il nuovo appuntamento con la Pinacoteca Albertina di Torino è la mostra “Ad Acqua. L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi”, esposta al pubblico fino al 27 gennaio prossimo e curata da Marcella Pralormo, direttrice della Pinacoteca Agnelli e da Daniele Gay, docente di tecniche grafiche dell’Accademia Albertina.

Le opere presenti in mostra sono degli artisti: Stefano Allisiardi, Mirko Andreoli, Mario Calandri, Francesco Casorati, Mauro Chessa, Fernando Eandi, Nick Edel, Stefano Faravelli, Ettore Fico, Francesco Franco, Paolo Galetto, Daniele Galliano, Andrea Gammino, Titti Garelli, Daniele Gay, Ugo Giletta, Cristina Girard, Giorgio Griffa, Anna Lequio, Sandro Lobalzo, Piera Luisolo, Ada Mascolo, Andrea Massaioli, Pierluigi Pusole, Anna Regge, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Tabusso, Gosia Turzeniecka.

In Piemonte esiste una tradizione dell’acquerello che affonda le proprie radici nell’Ottocento, quando la tecnica dell’acquerello si diffonde dall’Inghilterra e viene portata a livelli altissimi in Piemonte da artisti quali Bagetti e De Gubernatis

Questa mostra intende raccontare come questa tecnica sia viva e attuale ancora oggi e come sia stata praticata da insegnanti e allievi della Accademia Albertina e da molti artisti torinesi, raccontandone lo sviluppo dalla seconda metà del Novecento a oggi.
Il percorso si dipana a partire dalla generazione dei grandi maestri dell’acquarello della seconda metà del Novecento: Mario Calandri, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Franco. Calandri rinnova la natura morta, Saroni e Soffiantino si dedicano alla pittura di paesaggio e di natura attraverso segni aggrovigliati e textures nuove; Francesco Franco rivisita il paesaggio in senso introspettivo, in bilico tra astrazione e figurazione.
Sono esposti alcuni esempi di artisti piemontesi che si sono concentrati sul cogliere la semplicità della natura, del paesaggio e degli oggetti: Francesco Casorati, Ettore Fico, Francesco Tabusso, Mauro Chessa, Nando Eandi.
La mostra presenta acquarelli di generi diversi: dal carnet de voyage, all’acquarello naturalistico, dal ritratto al paesaggio, dai dipinti di interni, agli acquerelli astratti. Particolare spazio viene dato agli artisti della generazione “di mezzo”, artisti maturi, ossia i cinquantenni, che vale la pena di considerare oggi, in quanto hanno rinnovato la tradizione dei maestri, raggiungendo livelli qualitativi molto elevati.
L’acquarello viene utilizzato da alcuni artisti per i ritratti e la rappresentazione della figura umana, come ad esempio il lavoro di Paolo Galetto esposto accanto ai volti immaginari di Ugo Giletta, e del più giovane Stefano Allisiardi, allievo di Daniele Gay.
Un carnet de voyage di Stefano Faravelli racconta questa tradizione, mentre il paesaggio contemporaneo è rappresentato dai piccoli acquerelli di Galliano, dai monocromi di Pusole, dai condomini di Gosia Turzeniecka, dalle vedute torinesi di Piera Luisolo, dai paesaggi con figure immaginarie di Andrea Gammino.
Sono presenti acquerelli astratti e contemporanei di artisti quali Giorgio Griffa, che lavora sul rapporto tra segni, suoni e colori, Andrea Massaioli, autore di acquarelli in cui prevale il blu oltremare, e Ada Mascolo, che con l’acquarello crea installazioni e sequenze di immagini sul tema del femminile.
Nel corso della mostra sono previste conferenze sulla tecnica dell’acquarello e workshop, per contribuire alla diffusione della conoscenza di questa tecnica anche presso il grande pubblico.

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