Alik Cavaliere. L’universo verde


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Alik Cavaliere, W la libertà, 1976-1977, bronzo, cm. 227x105x103

Alik Cavaliere è a Palazzo Reale di Milano fino al 9 settembre con la mostra “L’universo verde”, che si estende a: Museo del Novecento, Palazzo Litta, Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Università Bocconi, Centro Artistico Alik Cavaliere, realizzata a cura di Elena Pontiggia.

La mostra si realizza nel ventennale della scomparsa di Alik Cavaliere (Roma 1926 – Milano 1998), artista fra i maggiori della scultura italiana del secondo Novecento, con la quale si intende ricostruire il percorso dell’artista, soffermandosi sul tema della natura. Essa è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e Palazzo Reale e realizzata in collaborazione con l’Archivio Alik Cavaliere.

Le opere esposte a Palazzo Reale mettono in luce le diverse fasi e tematiche dell’artista, dalle monumentali “Metamorfosi” dei tardi anni Cinquanta all’innovativo personaggio “Gustavo B.” dei primi anni Sessanta, protagonista di un racconto composito sulle tante esperienze dell’uomo del tempo, accostato a Bimecus, una valigetta “fai da te” contenente elementi in bronzo e legno, un tempo componibili anche dall’osservatore per entrare in sintonia con l’autore.

Sono esposte opere quali “Quae moveant animum res. Omaggio a Magritte”, 1963 e il famoso “Monumento alla mela”, sempre del 1963. Dello stesso periodo sono presenti “Tibi suavis dedala tellus submittit. La terra feconda di frutti” e “Il tempo muta la natura delle cose”, esposte nel 1964 in una sala personale alla Biennale di Venezia.

La mostra si sofferma inoltre su un tema ricorrente nella poetica dell’artista, la gabbia, quale simbolo dei limiti e delle costrizioni che incombono sull’uomo; una condizione ben rappresentata in “E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce”, 1967 approfondita nei numerosi lavori successivi dal titolo “W la libertà” in cui gli elementi naturali, imprigionati all’interno di rigide forme geometriche, tentano invano di evadere.

Di grande rilievo sono le sculture monumentali come lo spettacolare “Albero per Adriana”, 1970 e “Mezzo albero”, 1971 e il percorso si conclude, negli anni Novanta, con l’irripetibile installazione della “Grande pianta Dafne” (cm 450x410x400), 1991.

L’esposizione nella Sala delle Cariatidi rivela che l’artista ha anticipato di decenni problematiche e sensibilità che oggi sentiamo come nevralgiche.

Il Museo del Novecento ospita il ciclo “Le avventure di Gustavo B.”, a partire da “Il Signor G.B. si innamora”, opera acquisita dalle civiche raccolte nel 1984, in occasione dell’apertura del Cimac. In mostra sono esposte altre 4 sculture e un dipinto della medesima serie ideate dall’artista tra il 1960 e il 1963, dedicate alle vicende “surreali” dell’immaginario signor Gustavo B.

Palazzo Litta, nell’ambito dell’innovativo progetto Palazzo Litta Cultura ideato dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la Lombardia e da MoscaPartners, accoglie l’opera “E sarà sempre di tutti quelli che credono con la loro arte di defraudare la natura” (1967) nel giardino interno al Cortile d’Onore, mentre alle Gallerie d’Italia è ospitata la scultura “W la libertà” (1976-77), che riprende il tema delle piante rinchiuse nelle gabbie. L’Università Bocconi – Sala Ristorante pone l’accento sulle incisioni originali “Attraversare il tempo” realizzate a quattro mani con Vincenzo Ferrari e infine il Centro Artistico Alik Cavaliere offre un’ampia raccolta di lavori di piccole e grandi dimensioni, esposti sia all’interno, sia nel giardino.

La mostra è corredata dal catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, con testi della curatrice Elena Pontiggia, di Francesco Tedeschi, Angela Vettese, Francesca Porreca, Davide Polesel, una poesia su Cavaliere di Miklos Varga, e con una testimonianza della figlia Fania Cavaliere.

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