A certain identity


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Andrej Polukord – Kaiserpilz (Royal Mushroom from the series Woodobjects) – 2016 – Photo Marius Krivičius (1200×545)-696×385

Nell’ambito del ciclo Global Identities: postcolonial and cross-cultural narratives, ideato e diretto da Valentina Gensini, direttrice artistica del Complesso delle Murate di Firenze, si inserisce “A certain identity”, il progetto realizzato a cura di Matteo Innocenti, in collaborazione con Audrius Pocius e Alesia Savitskaya.

La mostra, aperta fino al 28 aprile prossimo, presenta le opere di quattro giovani lituani Arnas Anskaitis (1988, Kaunas), Ignas Krunglevičius (1979, Kaunas), Andrej Polukord (1990, Vilnius), Ieva Rojūtė (1989, Mažeikiai).

Essa è organizzata dall’associazione culturale Tum, dal Vilnius Pataphysic Institute e dalla Fondazione Belarus, ed è resa possibile grazie al supporto del Ministero della Cultura Lituano e del Lithuanian Council for Culture; ha come partner istituzionali il Comune di Firenze, l’Ambasciata della Repubblica Lituana in Italia e il Consolato onorario Lituano di Firenze.

Si tratta di un progetto di arte contemporanea che mette in relazione artisti di differente nazionalità intorno alle questioni dell’identità. Il progetto, di cui Firenze rappresenta il primo step, prevede una serie di mostre itineranti tra vari paesi, tenendo come unico limite quello geografico dell’Europa e dell’area vicina.
Questi quattro artisti di una particolare nazionalità, scelti dal curatore in collaborazione con le istituzioni museali o Accademie di Belle Arti delle rispettive nazioni, sono invitati a “rappresentare” secondo la particolare inclinazione della propria ricerca, e secondo la cultura di provenienza, il fattore identità. Un invito a sentire la responsabilità del proprio fare artistico: le opere esposte diventano a tutti gli effetti indicative non solo dell’identità dell’artista, anche dell’identità nazionale cui egli appartiene. Ciò avviene in una nazione ospitante; successivamente altri quattro artisti partono dalla nazione ospitante per un’altra meta, e così via in un processo che andrà avanti nel tempo.
Arnas Anskaitis attraverso un’attività di ricerca recupera elementi passati della storia e della cultura interpretandoli e attualizzandoli in diverso contesto formale, costituito da differenti media, in un serrato processo di confronto tra significati e significanti.
Ignas Krunglevičius con installazioni che combinano suoni, immagini e oggetti indaga sui meccanismi di formazione e di esercizio del potere. Ricorrendo a materiali vari crea situazioni immersive e critiche a riguardo dei sistemi, in atto nella società, per il controllo degli individui.
Andrej Polukord si incentra sul rapporto tra sé e la foresta locale, intesa questa come una dimensione insieme naturale e magica, dove fare ogni volta nuove scoperte; l’artista approfondisce tale relazione di reciproca conoscenza e identificazione tramite minime azioni in cui concorrono mimesi, equilibrismo, ironia.
Ieva Rojūtė lavora soprattutto con la scrittura; slogan, appunti, principi di riflessione, formule usate e abusate formano una riflessione progressiva, ora in modo poetico ora “decostruttivo”, sui concetti che caratterizzano le varie culture.

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