La mostra retrospettiva “Michele Mulas. Ritorno a Gardalis”, ideata e organizzata dall’Associazione culturale EIA Factory in collaborazione con il Centro Studi Eielson di Firenze e a cura di Caterina Ghisu, Simone Mereu, Nicoletta Zonchello, con il progetto grafico e l’allestimento di Marta Cincotti, in corso al MAB di Bari Sardo fino al 31 agosto, racconta l’opera e la biografia di Michele Mulas (Bari Sardo, 1936 – Milano, 2002).

Artista a lungo dimenticato, spesso è stato eclissato dalla fama internazionale di Jorge Eielson, poeta e artista peruviano, al quale lo ha legato un’amicizia profonda e imperitura. La retrospettiva è costruita attraverso oltre quaranta opere inedite, provenienti sia dal Centro Studi Eielson di Firenze, grazie alla sua direttrice Martha Canfield, sia da collezioni private, alle quali si aggiunge un corpus fotografico di inestimabile valore documentario.
Dopo gli esordi negli anni Settanta, Michele Mulas si trova a vivere e operare in un contesto storico, quello degli anni Ottanta e Novanta del XX secolo, sempre più globalizzato. Sono decenni in cui l’arte si ibrida con i nuovi media, segnale di una rivoluzione tecnologica imminente, nella quale la rapidità degli scambi culturali porta a un nomadismo professionale, che spinge oltre i confortevoli limiti della propria identità di origine.
Le opere di Michele Mulas risentono di questi processi storici, senza dimenticare il rapporto vivificatore tra passato e presente, tra le radici culturali dell’artista – la Sardegna arcaica – e le civiltà precolombiane, conosciute grazie al sodalizio con Eielson. Stimoli culturali, che, tramutati in arte, danno origine ad una strana combinazione di simboli e segni, che tessono un dialogo interculturale tra civiltà plurimillenarie e i maestri dell’arte contemporanea amati da Michele Mulas: Mondrian, sopra tutti, ma anche Mirò, Klee, Calder, per arrivare fino a Keith Haring. Con questa mostra, il Comune di Bari Sardo e il centro d’arte MAB, intendono rendere omaggio a uno dei suoi testimoni più autentici e poetici, contribuendo a riscoprire la profondità e l’originalità del suo percorso artistico.

