Seppur diverse nella loro unicità, ma complementari, tre Gallerie d’Arte: La Negropontes, la Alberta Pane e la 193 Gallery hanno un “trait d’union”, e l’anello di congiunzione sta nel fatto che oltre a Parigi hanno stabilito la loro sede espositiva anche a Venezia. Tre realtà ubicate nel sestiere di Dorsoduro e poco distanti tra di loro, e tutte raggiungibili a piedi ad una distanza di poco più di una decina di minuti l’una dall’altra, in un tour culturale tra calli e ponti di Venezia intriso di cultura, storia, architettura e arte.

In concomitanza con la 19.Biennale di Architettura la Galerie Negropontes – DD 3900- in collaborazione con Heritage Asset Management, espone sino al 22 novembre 2025 “Architectural Landscapes”, una mostra che invita all’esplorazione di una visione architettonica unica con opere di Gianluca Pacchioni, Pinton e Perrin & Perrin in dialogo con gli spazi della Palazzina Masieri, capolavoro architettonico di Carlo Scarpa, mettendo in scena la sinergia tra la creazione contemporanea e il patrimonio architettonico, trasformando questo suggestivo edificio scarpiano di rara bellezza con affaccio sul Canal Grande in un palcoscenico dove arte e architettura si intrecciano “in una narrazione che esalta forma, materialità e continuità”. L’edificio di proprietà della Famiglia Masieri, adiacente a Palazzo Balbi, fu disegnato da Carlo Scarpa e completato dopo la sua morte, dai suoi collaboratori l’ing Maschietto e l’arch. Semi nel 1983. Il fascino che la città lagunare esercita è indiscutibile ed è ribadito dalla dichiarazione di Sophie Negropontes: « Per me Venezia incarna un luogo unico dove il passato e il futuro s’incontrano. Questa città ha il privilegio di riportare in vita le ricchezze del suo passato, rappresentate da un’architettura unica nel suo genere, e di guardare al futuro, in particolare grazie alla presenza delle famose Biennali d’arte e d’architettura. Venezia non è solo una città di storia e innovazione, ma racchiude anche un legame molto personale per me. Mio padre espose le sue fotografie alla Biennale di Venezia del 1983. Queste opere rappresentavano le installazioni di Constantin Brancusi nel Padiglione della Romania. Ho avuto il privilegio di vedere queste fotografie monumentali e di essere presente all’inaugurazione. Questo ricordo rimane impresso nella mia mente e contribuisce a rafforzare il mio profondo legame con questa città. La combinazione di questi fattori rende Venezia il luogo ideale per il mio nuovo progetto. Aprendo una nuova sede qui, voglio creare un luogo dove arte, storia e ricordi personali si incontrano, in una città che è sempre stata un crocevia d’influenze e un centro artistico effervescente. Per me Venezia è il simbolo del perfetto equilibrio tra il rispetto per il passato e l’anticipazione del futuro, una cornice idilliaca per le creazioni contemporanee e le storie che esse racchiudono ». In merito alla scelta di aprire delle sedi espositive sia a Venezia che ha Parigi Sophie Negropontes ha altresì sottolineato come : «Lo spazio veneziano e la galleria parigina, pur essendo geograficamente distanti, funzioneranno in perfetta simbiosi, influenzandosi a vicenda. […]La nostra programmazione alternerà temi specifici: a Venezia l’attenzione sarà rivolta all’architettura, mentre a Parigi l’arte sarà al centro della scena. Lo spazio a Venezia e la galleria a Parigi non sono due entità separate, sono due facce della stessa medaglia, ognuna delle quali apporta la propria identità, riflettendo e valorizzando l’altra». A 10 minuti di distanza a piedi in Calle dei Guardiani – DD 2403H, si trova la Galleria Alberta Pane – da 8 anni a Venezia e da 18 a Parigi. Nel 2008 Alberta Pane ha aperto la sua prima galleria a Parigi dove attualmente ha due spazi espositivi, al 44 e 47 di Rue de Montmorency, nel Marais. Dopo un ventennio trascorso nella capitale francese, nel maggio 2017 la gallerista decide di tornare nella sua città natale e aprire una sede anche a Venezia, in uno spazio di 350m2, nato dal restauro di una falegnameria in disuso. Come lei stessa ha dichiarato: « Venezia e Parigi sono due delle città più belle del mondo, dove si respira arte e cultura. Aggiungere, o per meglio dire, integrare la sede veneziana al mio progetto di galleria è stata per me una scelta assolutamente naturale, sentita e al tempo stesso riflettuta. I punti di forza sono la città stessa, la sua storia e la sua bellezza in ogni angolo su cui si posa lo sguardo. Ho trovato interessante, rispetto a Milano, già molto satura di proposte, la possibilità di inserirsi in un ambiente di maggior respiro, in cui percepivo che il lavoro degli artisti che sostengo potesse trovare spazio e risonanza. Venezia presenta questa duplicità, con le sue dinamiche isolane, che ti permettono di godere della qualità della vita, e una fortissima internazionalità. Venezia richiama infatti un pubblico molto interessante per il mondo dell’arte che, attratto dalla Biennale e dalla presenza d’importanti istituzioni e fondazioni, scopre e visita anche le gallerie. Come gli italiani amano Parigi, così i francesi adorano Venezia e rafforzare questo binomio è stato molto importante per la galleria, che in questi anni ha continuato a lavorare con costanza e a crescere.. […]La scelta di continuare a operare a Venezia nasce anche dal desiderio di contribuire attivamente, e con entusiasmo, a questo percorso di valorizzazione del sistema artistico italiano ».
Attualmente la Galleria Alberta Pane ospita la personale di Romina De Novellis dal titolo “Architetture Terrone” on air sino al 10 settembre 2025. La De Novellis, nata a Napoli, cresciuta a Roma e dal 2008 a Parigi, dopo anni dedicati alla danza e al teatro, a seguito di un incidente che le impedisce di proseguire la sua attività, trova nelle performance di lunga durata – anche 8 ore- il linguaggio per ridefinire la propria espressione artistica. Il suo lavoro è stato presentato in importanti istituzioni come il Centre Pompidou e Art Basel Paris, al Parco Archeologico di Pompei e in molte altre ancora. Il lungo corridoio d’ingresso della Galleria Alberta Pane accoglie il visitatore con una sequenza ritmata di piccole fotografie che documentano tutte le performance realizzate dall’artista dal 2009 al 2024; la mostra prosegue nello spazio espositivo principale con installazioni, video e fotografie di grandi dimensioni che dialogano tra loro. Tra i vari progetti esposti,: Del maiale non si butta via niente (2022), Si tu m’aimes, protège-moi (2020-2021), dove il binomio denuncia-cura è centrale ; Eurydice, performance del 2021e poi ancora: . La Gabbia (2012–2016) e La Veglia (2012–2022), presentate sia sotto forma installativa che fotografica. In Architetture Terrone “le imposizioni sociali e culturali, i concetti di tradizione, fede, religione e famiglia e le conseguenti ripercussioni sui generi sono affrontati e scardinati grazie a strutture e dispositivi che Romina De Novellis, attraverso il proprio corpo, utilizza per dare forma estetica, concettuale e poetica a quelle che sono alcune delle questioni più urgenti e rilevanti della contemporaneità”. Per concludere a pochi passi dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia non può mancare una visita alla 193 Gallery – DD 993/994, con sede oltre che a Venezia, a Parigi e a Saint –Tropez. Come dichiarato da Clémence Pons : «L’apertura della 193 Gallery a Venezia rappresenta una scelta strategica e naturale per il nostro progetto internazionale. Innanzitutto, Venezia è oggi una piattaforma imprescindibile per l’arte contemporanea globale, grazie alla presenza di fondazioni e collezioni di altissimo livello, come quella della Collezione Pinault, e a un costante flusso di collezionisti e professionisti provenienti da tutto il mondo. La nostra inaugurazione è avvenuta in concomitanza con la Biennale Arte 2024, evento tra i più influenti del panorama culturale internazionale, al quale abbiamo partecipato come evento collaterale ufficiale. Questo contesto ci ha permesso di amplificare la visibilità degli artisti che rappresentiamo, provenienti principalmente dal Global South, in linea con la nostra missione di dare spazio e voce a culture artistiche spesso poco presenti nei circuiti più consolidati. Inoltre, uno dei legami più personali con la città è rappresentato da una delle fondatrici della galleria, che ha vissuto a Venezia per anni, sviluppando una profonda conoscenza del suo tessuto culturale e sociale. Per questi motivi, riteniamo che Venezia sia il luogo ideale per rafforzare la nostra presenza e per contribuire al dialogo artistico internazionale». Nel contesto della Biennale Architettura di Venezia è on air presso la 193 Gallery sino al 27 luglio 2025 (salvo proroga), “Bricks and Grids” un’esposizione, che con la curatela di Miriam Bettin, mette in mostra opere di Zoila Andrea Coc-Chang e del senegalese Modou Dieng Yacine, artista multidisciplinare che indaga sulle tracce della storia nera a Venezia attraverso dipinti fotografici che fondono astrazione e figurazione. Le sue composizioni urbane stratificate puntano i riflettori su: memoria, identità e visibilità delle comunità marginalizzate all’interno dell’architettura della città. Zoila Andrea Coc-Chang invece, originaria della Cina e del Guatemala, decostruisce i sistemi di potere ed economia attraverso intrecci scultorei, utilizzando i più svariati materiali come: scarti alimentari e materiali industriali, frutta secca ect. Secondo la curatrice: “i due artisti offrono ritratti di reti transcontinentali, comunità e legami affettivi all’interno della diaspora— invitando il pubblico a ripensare l’architettura non solo come forma fisica, ma anche come spazio metaforico di connessione, resistenza e immaginazione”.

