Giulia Napoleone. Segni senza confine


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Il comune di Città di Castello e l’assessorato alla cultura, promuovono presso la propria Pinacoteca, fino al 19 luglio, la mostra “Segni senza confine” dedicata all’opera di Giulia Napoleone, figura centrale dell’arte contemporanea italiana, in un percorso espositivo curato da Lorenzo Fiorucci.

Giulia Napoleone, Margini di splendore, 2024


In un tempo in cui il tema dei confini, geografici, culturali, umani, è tornato tragicamente al centro del dibattito globale, la mostra propone un itinerario artistico che si oppone alla chiusura e alla frammentazione con la forza silenziosa del segno aperto, del gesto libero, dell’immagine che non si esaurisce nel visibile.
Attraverso una selezione significativa di opere, disegni, inchiostri, incisioni, pastelli, olii su tela e libri d’artista, Giulia Napoleone traccia una mappa emotiva e percettiva. Dall’amicizia con Alberto Burri, con cui condivide l’idea della pittura come viaggio solitario, all’influenza meditativa di Seurat e all’eredità costruttiva di Balla e Klee, il lavoro di Napoleone si muove tra rigore tecnico e spiritualità laica, in un equilibrio cromatico fatto di segni luci e ombre che sfida ogni definizione sfuggendo ad ogni facile catalogazione.
Le opere esposte restituiscono i molteplici percorsi della sua carriera, dalle incisioni, agli inchiostri passando per pastelli fino ai recenti oli in blu dove l’artista sembra “scrivere” il tempo e la luce, come note lente e profonde, su una partitura pittorica di grande intensità.
Particolare attenzione è data anche ai libri d’artista, che rivelano l’intimo dialogo tra immagine e parola, tra gesto e poesia, tra visione e scrittura. In questi lavori, realizzati con cura artigianale, la mano dell’artista diventa anche quella della calligrafa, restituendo un’opera totale, armonica e lirica.
“Segni senza confine” è dunque non solo una mostra, ma un invito a guardare, a rallentare, a meditare sul mondo e sul nostro stare nel mondo. La mostra è corredata da un catalogo con testi di Lorenzo Fiorucci, Bruno Corà e Luigi Lambertini.

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