Giorgio Bartocci. One day after the other


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Alla Galleria Comunale di Barga, Lucca, fino al 13 luglio è esposta l’urban art di Giorgio Bartocci, “One day after the other”, che indaga il rapporto tra l’uomo e gli spazi urbani, curata da Gian Guido Grassi e realizzata da Start Attitude.

Giorgio Bartocci, uno scorcio della mostra One day after the other

La mostra esplora gli spazi soffermandosi sulla connessione profonda che si instaura tra i luoghi e le persone che li abitano, fino a diventare racconto visivo. I tratti sono abbondanti e la forza espressiva che racchiudono si risolve in una critica alla società che al contempo contunde e fa riflettere.

L’arte urbana genera il contesto di una mostra contemporanea che, nelle intenzioni dell’artista di Jesi, una carriera suddivisa tra street art e product design, sposta i riflettori sul rapporto tra l’uomo e l’ecosistema all’interno del quale trascorre i suoi giorni. Ne emergono composizioni stratificate, di dimensioni anche importanti, che conferiscono un impulso narrativo alla pennellata. Oltre 25 opere ripercorrono il lavoro di Bartocci, allestendo una sorta di esperienza introspettiva. Tra di esse, pezzi inediti realizzati appositamente per l’esposizione ed altri già esposti in ambiti prestigiosi, come nel caso delle mostre “Attitude” al Palazzo Blu di Pisa; di “In My Name” a Treviso e Monopoli; di “Everybody Is You”, alla Aria Art Gallery di Firenze, alla D406 di Modena e alla D’Ars di Milano.

La pittura si fa quindi narrativa, si arricchisce di mixed media e modifica il tempo delle attese, tramutandolo in un’unica, omogenea apparizione, in cui si stratificano differenti momenti e storie: i suoi lavori, al pari delle strade di una città, sono dei palinsesti che registrano e trattengono specifiche memorie che si fondono in un pattern globale.

Classe 1984, Bartocci opera a Milano da oltre vent’anni. Inizia giovanissimo dai graffiti e sviluppa un percorso evolutivo che lo condurrà a diventare uno street artist affermato. Dal suo approccio istintivo e gestuale, a tratti espressionista, emergono figure inquiete, sospese tra il primitivismo e un presente sfuggente, nel dramma di una società che Bauman definiva “liquida”. Una coreografia della disgregazione personale favorita da una globalizzazione che produce individui in serie.

La mostra si inserisce, peraltro, nell’ambito del percorso di street art tra i borghi della Mediavalle e della Garfagnana che Start Attitude, l’associazione fondata nel 2017 da Gian Guido Grassi per promuovere progetti dedicati alla rigenerazione urbana, sta portando avanti dal 2023. Una serie di murales, gli ultimi dei quali ad opera di Ericailcane a Careggine e Riana e di Luogo Comune nella frazione di Migliano (Fosciandora), che rappresentano la cucitura culturale di un intero territorio.

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