Un racconto lungo un viaggio


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Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, fino al 20 settembre è allestita la mostra personale di Andrea Lelario “Un racconto lungo un viaggio”, a cura di Nicoletta Provenzano. 

Andrea Lelario, Taccuino, Foto di Ottavio Celestino

Disegno, incisione, grafite, fotoincisione sono le tecniche predilette dell’artista che in questa mostra traccia un itinerario espositivo sul tema del viaggio come chiave poetica e dispositivo simbolico per indagare il legame profondo tra inconscio e materia, memoria e immaginazione, sogno e cosmo. Tra opere su carta, matrici in rame e taccuini, Lelario compone un linguaggio estetico ammaliante e magnetico.

Elementi cardine di un viaggio segnico e simbolico, intimo e immaginifico, due modellini di treni, in scala 1:87, materializzano pensiero e inconscio come ideale moto perpetuo, sospensione tra luoghi e identità, allegoria di una filosofia nomade e di un tempo senza coordinate, fondendosi con il mondo esplorativo ed enigmatico dei taccuini dell’artista. Il treno, alter ego dell’anima in movimento, diventa così metafora del destino e figura dell’immaginario: un attraversamento continuo tra reale e mete del possibile.

Intorno a questo “racconto lungo un viaggio”, la mostra si dispiega in un’indagine che percorre anima, universo e psiche, fantasia e realtà, sogno e mistero nel suo racconto intimo e diaristico.

L’esposizione intreccia gli studi junghiani sugli archetipi, che incarnano i diversi stadi dell’Anima, ai paesaggi immaginari richiamanti un percorso narrativo lungo l’atmosfera rarefatta del Grand Tour e dei Castelli Romani; si addentra nell’universo galattico e nelle reti neuronali tracciando mappe cosmiche e mentali. Incisione e fotoincisione diventano strumenti per indagare l’energia radiante che struttura tanto la materia del cosmo quanto quella dell’interiorità umana. Il segno si fa sottile e ramificato, in una continua germinazione simbolica che abbraccia l’enigma dell’esistenza e la profondità dell’inconscio. 

Muovendosi tra i territori del visibile e del sognato, i due convogli Frecciarossa – speculari – attraversano paesaggi mentali disseminati di filamenti segnici e linee vibranti. I treni, al tempo stesso concreti e immaginari, compiono un itinerario fantastico in cui tempo e spazio si dilatano, restituendo la dimensione fluttuante del pensiero e dell’identità.

Tre taccuini, con disegni a penna, sono poi il cuore del Viaggio diaristico, in cui Lelario apre le pagine di un diario visivo e conduce l’osservatore all’interno dei territori del pensiero e dell’inconscio. Queste minute esplorazioni compongono un universo intimo in cui micro e macrocosmo si intrecciano in un poema di forme, rivelando enigmi e visioni trattenute dalla superficie della carta. I taccuini di viaggio si trasformano così in tela dell’inconscio: mappe intime dove il segno disegna il paesaggio dell’anima, in un racconto visivo sospeso tra coscienza e sogno.

Un racconto lungo un viaggio dà ulteriore corpo e forma all’indagine onirica e visionaria di Andrea Lelario, culminando nell’ingresso di due taccuini all’interno della collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

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