In occasione dei 120 anni dalla realizzazione de “I carusi”, capolavoro del pittore Onofrio Tomaselli (Bagheria, 1866 – Palermo, 1956), il Comune di Palermo e la GAM, Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo, che conserva alcuni suoi dipinti, dedicano una mostra all’artista, valorizzandone la produzione verista e il contesto siciliano in cui si sviluppò la sua opera.

La mostra, curata dalla storica dell’arte Daniela Brignone, prodotta e organizzata dall’Associazione I-design, è aperta fino al 6 settembre. “Civita Sicilia” ne cura i servizi museali.
L’esposizione, realizzata grazie al contributo dell’Assessorato regionale al Turismo e di Agos spa, rappresenta un’occasione unica per una rilettura critica del percorso artistico di Tomaselli, approfondendo la sua figura all’interno del sistema dell’arte tra Otto e Novecento. Grazie a recenti ricerche, è stato possibile aggiornare il catalogo delle sue opere, con nuove attribuzioni e contestualizzazioni che ne ampliano la portata artistica e storica.
La mostra, è corredata da un catalogo, pubblicato da 40due edizioni, presenta 56 tra opere, datate tra il 1860 e il 1945, e oggetti che ne ampliano la lettura, in parte provenienti da collezioni pubbliche. Tra queste, Mandorli in fiore, che appartiene alla collezione del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, recentemente rintracciata, e le opere veriste di Natale Attanasio, Antonino Gandolfo, Filippo Liardo, Luigi Di Giovanni, Antonino Leto, Alessandro Abate, concesse in prestito dal Museo Civico di Castello Ursino, dal Comune di Leonforte e dalla stessa GAM. Molte di queste, inedite, fanno parte di collezioni private. Ad arricchire l’esposizione anche l’opera Zolfatarello ferito, proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, realizzata dal suo allievo più noto, Renato Guttuso, autore anche della celebre La zolfara, un racconto-denuncia di uomini oppressi dal peso del duro lavoro e dello sfruttamento minorile. Un’opera che, all’interno della mostra, rappresenta l’evoluzione nel tempo di questo tema sociale.
A completamento della narrazione, nella sezione verista sono esposti alcuni oggetti di proprietà del Comune di Caltanissetta e del Museo etnografico interattivo della Miniera del Comune di Serradifalco, già utilizzati dai minatori nell’attività mineraria (lampade, caschetti e maschere antigas, respiratori, contenitori per il pranzo e alcune fotografie di carusi), che rivestono un valore storico e documentario rilevante.
Chiude il percorso espositivo l’installazione interattiva di Fabio Tomaselli Paolizzo, erede dell’artista e ricercatore di profilo internazionale presso istituzioni quali Università della California e Occidental College Los Angeles, il cui lavoro pionieristico si colloca all’intersezione tra Arte, Informatica e Scienze Cognitive. La sua opera, Sufru (zolfo), è frutto di oltre vent’anni di ricerca e collaborazioni con il suo progetto VIVO, un’intelligenza artificiale dotata di autonomia creativa e rappresenta una diretta espressione della sua continua indagine volta a esplorare nuove forme espressive e a stimolare riflessioni sulle sfide della società contemporanea.
La curatela è affiancata da un comitato scientifico, composto da Carola Arrivas Bajardi, Elio Adelfio Cardinale, Tiziana Crivello, Dora Favatella Lo Cascio, Rosario Lentini, Fabio Tomaselli Paolizzo, Sergio Ruffino, Alberto Samonà.

