A Palazzo Frisacco di Tolmezzo (UD), fino al 26 ottobre è allestita la mostra “di tanti volti” curata da Giovanna Durì e promossa dal Comune di Tolmezzo, in collaborazione con PromoTurismoFVG, Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, Associazione Viva Comix e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Franco Matticchio, Pia Valentinis, Manuela Bertoli, Guido Scarabottolo, Beppe Giacobbe, Ivan Canu, Olimpia Zagnoli, Riccardo Guasco, Pierre Bourrigault, Manuele Fior sono solo alcuni degli oltre quaranta (40) autori, tra le più celebri matite del panorama dell’illustrazione contemporanea colta, raffinata, ironica, che partecipano attivamente al progetto. Trecento (300) le opere, per la quasi totalità originali o realizzate da nativi digitali, allestite a Palazzo Frisacco; a fianco dei grandi nomi citati, una selezione di giovani talenti del disegno.
Il punto di partenza è alquanto insolito: una selezione di ritratti settecenteschi delle collezioni del vicino Museo Carnico delle Arti Popolari, che deve il nome al suo fondatore Michele Gortani. Volti di donne carniche, giovani e maturi, resi con onestà di dettaglio che hanno incuriosito e affascinato i professionisti, stimolando la nascita di questo progetto artistico che li vede, coralmente, protagonisti.
I “tanti volti” sono proprio quelli delle donne, di ieri e di oggi, con una galleria di ritratti femminili, che offre un affascinante viaggio lungo un percorso espositivo, scandito da diverse sezioni in dialogo tra loro.
Le opere provengono dagli stessi autori e da molti collezionisti, tra cui la Galleria D406 di Andrea Losavio, la Galerie Martel di Parigi e molti prestatori privati tra i quali Lia e Maurizio Zanei, a consegnare a Tolmezzo le loro opere.
L’allestimento della mostra “di tanti volti” si sviluppa come una partitura visiva costruita per
accostamenti di sguardi. È attraverso questi incontri che i volti femminili esposti discorrono
tra loro e con il pubblico: si cercano, si sfidano, si ignorano o, a volte, ci guardano o ci voltano le spalle. Il percorso non si impone, ma invita all’osservazione attenta, lasciando spazio al visitatore per costruire connessioni personali e attraversare atmosfere diverse.
Prende forma così il dialogo tra donne attraverso i secoli: le donne del passato incontrano i tratti delle donne di oggi per scoprire quanto il tempo può cambiare o far ritrovare esperienze, personalità, emozioni e pensieri.
La gran parte dei nomi coinvolti nel progetto sono noti professionisti anche per un pubblico
meno esperto a partire da Lorenzo Mattotti, autore trainante dell’esposizione non solo per
fama, ma per il consistente contributo alla mostra con più di trenta ritratti femminili originali
che fanno parte dell’opera Anonymes: donne disegnate dalla memoria, persone incontrate
nel metrò, occhi incrociati per strada.
La mostra è corredata da un ricco catalogo (240 pag), curato da Giovanna Durì insieme a Marco Belpoliti, in una veste grafica elegante, accompagna la mostra e ospita tavole a colori, testi critici e letterari di Marco Belpoliti, Claudio Piersanti, Paola Bristot, una sezione dedicata agli autori
contemporanei e una dedicata alla Collezione Ciceri e agli altri quadri del Museo Carnico
che hanno ispirato l’iniziativa, con i saggi storici di Gilberto Ganzer e un testo di Raffaella
Cargnelutti.

