Fino al 20 luglio, la Reggia di Caserta ospita, nel Teatro di Corte del Museo del Ministero della Cultura, la mostra Abisso, progetto site-specific di Per Barclay, a cura di Marina Guida, che si propone come una potente esplorazione visiva e simbolica, capace di sovvertire l’immaginario storico del sito e di condurre lo spettatore in un luogo sospeso tra attrazione e inquietudine, attenderà il pubblico.

La mostra, organizzata in collaborazione con la Galleria Giorgio Persano di Torino, è stata selezionata dal Comitato scientifico del Museo attraverso il bando di valorizzazione partecipata del primo semestre 2025 della Reggia di Caserta.
Barclay trasforma il Teatro settecentesco della Reggia di Caserta in un abisso riflettente, colmando il pavimento con un fluido nero simile al petrolio. Questa superficie liscia, specchiante e al tempo stesso oscura, altera radicalmente la percezione dello spazio, immergendo i visitatori in un mondo di riflessi enigmatici. L’installazione affronta tematiche profonde e contemporanee, come l’estrazione e l’industria petrolifera, evocando una dimensione filosofica: il petrolio diventa metafora del subconscio, del mistero e dell’oscurità interiore, riflettendo l’ambiente teatrale come un “doppio” oscuro della realtà.
Con Abisso, Per Barclay affronta la potenza ambivalente degli idrocarburi, materia prima che ha modellato il destino dell’umanità, generando ricchezza e distruzione, progresso e tragedia. L’oro nero, estratto con violenza dalle viscere della Terra, ha invaso ogni ambito della nostra esistenza, segnando il corso delle guerre e alterando irreversibilmente il paesaggio naturale e sociale.
La scelta del luogo si rivela cruciale
Il visitatore è così invitato a confrontarsi con il proprio riflesso. Lo specchio nero non restituisce solo l’immagine di chi guarda, ma suggerisce l’esistenza di un mondo nascosto, misterioso e straniante. In questa superficie che simula l’idea di un abisso, l’artista sembra voler evocare la verità nascosta, l’attrazione insita nella vertigine della conoscenza profonda.
Nel riflesso perfetto e inquietante della superficie liquida, il visitatore si specchia e si perde, risucchiato in un senso di smarrimento. Il teatro, luogo della rappresentazione per eccellenza, diventa scenario di un dramma senza protagonisti, dove l’unico attore è questa materia assoluta e pervasiva, che domina ogni cosa e nega ogni via di fuga. La mostra ha il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Caserta e dell’Ambasciata norvegese.

