Una natura sospesa tra sogno e realtà, figure che emergono dal paesaggio come visioni evanescenti, colori che avvolgono lo spettatore in un’atmosfera ipnotica: questi sono gli elementi che caratterizzano “Órama”, la mostra personale di Eleonora Rinaldi ospitata nella Project Room di Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, fino al 27 settembre. Curata da Francesco Liggieri e Christian Palazzo, la mostra presenta sette opere realizzate dall’artista a Parigi nel 2025, che esplorano il confine tra il visibile e l’invisibile, tra la percezione e la memoria visiva.

Le opere di Rinaldi sono un invito a interrogarsi sul rapporto tra immaginazione e percezione, su come il sogno possa alterare la realtà o rivelarne aspetti nascosti. Attraverso scenari sospesi tra visibile e invisibile, l’artista esplora l’intreccio tra natura e figura umana, evocando atmosfere dense di simbolismo e suggestioni surrealiste. La pittura diventa un ponte tra il mondo fenomenico e quello interiore, lasciando emergere immagini che si stratificano nella memoria dello spettatore.

