Mock Jungle. Melting bo(un)d(ar)ies


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Lo screening “Mock Jungle. Melting bo(un)d(ar)ies”, curato da Valerio Veneruso per lo schermo Mock JuNgie, è visibile fino al 24 giugno prossimo, senza prenotazione e direttamente dalla strada, presso la Cappella di Santa Maria dei Carcerati in Palazzo Re Enzo di Bologna.

Si tratta di un progetto di Metoché incluso all’interno del programma istituzionale di Art City Bologna promosso dal Comune di Bologna.
Per la durata dello screening la comunicazione continuerà sulle pagine dei social media e sul sito dell’associazione Metoché.
In un’epoca così complessa e tecnologicamente avanzata come quella attuale il concetto di “confine” acquista ogni giorno un’accezione sempre nuova e differente ponendoci dinanzi a numerosi quesiti che riguardano non solo il nostro modo di rapportarci con l’altro ma soprattutto le modalità con le quali attraversiamo e reinventiamo ambienti ignoti e alternativi.

Alice Palamenghi, Let’s Rituals, 2021

Con l’intenzione di riflettere meglio sul ruolo che la fisicità occupa all’interno di un’era sempre più ricca di ibridazioni varie, Melting bo(un)d(ar)ies offre una selezione di 12 opere realizzate da altrettanti esploratori visivi – artisti, videomaker, tiktoker, memer, etc. – il cui modus operandi si sviluppa proprio all’interno di nonluoghi odierni come il metaverso, le piattaforme social o le cornici memetiche. Impegnati da tempo a scandagliare quel confine sottilissimo che (forse) separa una dimensione tangibile da una prettamente digitale, gli autori coinvolti si inseriscono perfettamente all’interno di uno spazio liminale in costante evoluzione.

Questi gli artisti: Lorenzo Badioli; Marco Cadioli; Vuk Ćosić; HHaamburger; Iocose; Koebane; David Koh; Martina Menegon; mitikafe; Alice Palamenghi; Donato Sansone; Sushisyrup.
Valerio Veneruso è un esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.

Lorenzo Badioli a 9 anni ha fame di tortellini che la mamma di un suo amico cucina di martedì. Come scusa per mangiarli inizia un corso di chitarra il martedì, vicino casa dell’amico, subito dopo pranzo. A 25 anni ha fame di fama e decide di dar vita alla sua presenza social con il canale Babù su Youtube. Siccome con la musica e con youtube non ci mangiava, oggi fa il motion designer e il content creator su TikTok con il nome di Pupetti tutti matti.
Marco Cadioli artista e docente, ha concentrato la sua ricerca sulle immagini che si materializzano sugli schermi dei computer, sfumando i confini tra reale e virtuale sin dai primi anni 2000. In molte sue opere c’è un sovvertimento dell’uso del software, per andare oltre la superficie dei sistemi. Vuk Ćosić veterano di Internet e internazionalmente acclamato come “classico” della Net.Art. Co-fondatore del Ljubljana Digital Medialab e di Nettime.Iocose, fondato nel 2006 da quattro artisti (Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati, Paolo Ruffino), indagano le tracce lasciate nel presente dalle narrazioni che sul futuro della tecnologia. La loro pratica artistica è incentrata sul fallimento delle narrative sul futuro e l’innovazione tecnologica producendo, attraverso una poetica surreale, nuove interpretazioni di immaginari, iconografie e retoriche.
Koebane, nome d’arte di Vanessa Biffi, è un’artista multidisciplinare che opera principalmente nel campo delle nuove tecnologie e dei new media navigando in vari ambienti quali la realtà aumentata e l’animazione 3D. La sua ricerca artistica si basa principalmente sull’analisi del corpo e identità all’interno del mondo digitale, con una particolare attenzione verso i cosiddetti glitch e tutto ciò che causa errori.
David Koh è un artista e filmaker che lavora con computer e medium fotografici. La sua pratica si concentra sull’impatto della tecnologia digitale sugli individui, sulla società e sull’ambiente. Attualmente è interessato a ricercare le connessioni tra natura e tecnologia.
Martina Menegon presenta sculture virtuali online con funzionalità di Realtà Aumentata (su cellulari compatibili). Nella serie, Menegon cattura sé stessa attraverso la tecnica della scansione 3D utilizzando il suo corpo fisico in movimento per glitchare quello virtuale.

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