Segantini e i suoi contemporanei. Temi e figure dell’Ottocento


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Cesare Laurenti, Visione antica, 1901, olio su tela applicata su tavola, Mart, Deposito galleria Nuova Arcadia di L.Franchi

Alla Galleria Civica G. Segantini, sede di Arco del MAG, Museo dell’Alto Garda, è proposta una mostra dedicata alle collezioni e ai prestiti che formano la mostra dedicata a Segantini e ai suoi contemporanei, con temi e figure dell’Ottocento, curata da Alessandra Tiddia del Mart di Rovereto e visitabile fino al 5 novembre.
Attraverso tre nuclei tematici, come Il paesaggio, Figure dell’infanzia, Figure femminili, il percorso espositivo affronta il confronto fra le opere di Giovanni Segantini, rese celeberrime dall’azione capillare e intensa delle riproduzioni fotomeccaniche, e i lavori degli artisti trentini a lui contemporanei fra cui, ad esempio, Andrea Malfatti, Eugenio Prati, Bartolomeo Bezzi.
Il paesaggio, la figura infantile, quella femminile sono i temi maggiormente indagati dalla produzione artistica di fine Ottocento, fino a diventare dei veri e propri generi.
L’antica suddivisione per generi della pittura informa il sistema dell’arte per tutto l’Ottocento, dalle aule dell’accademia alle sale espositive.
Ciò vale anche per la pittura di Segantini: i suoi lavori giovanili si concentrano soprattutto sulla natura morta, molto richiesta dalla committenza borghese, per poi passare al ritratto e da qui all’ambientazione della figura nella natura, resa attraverso brani paesaggistici magistrali, dove il naturalismo delle forme si fonde con il simbolismo degli impulsi e dei fermenti propri delle forze della natura.
è nella rappresentazione segantiniana della figura femminile, sia in forma di Dea Cristiana sia di Angelo della Vita, o di nudo immerso nella natura come in Vanità, che però meglio si coglie il passaggio a una nuova concezione ideale dell’arte, che informerà l’arte italiana del primo Novecento.

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