Enzo Cucchi. Cinquant’anni di grafica d’artista


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Enzo Cucchi, La Dono, 1992, incisione calcografica, acquatinta, puntasecca su rame, 24,9×13,7 cm, foto di Moira Ricci Galleria Gioacchini, Ancona

Con la mostra dedicata a Enzo Cucchi (Morro d’Alba, AN, 1949), intitolata “Cinquant’anni di grafica d’artista”, esposta fino al 23 luglio prossimo allo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera), vengono ripercorsi per la prima volta cinquant’anni di attività grafica del più visionario tra gli artisti del movimento della Transavanguardia, attraverso acqueforti, litografie e serigrafie, schizzi, disegni e ben 180 libri d’artista.

Sono qui presentati un ciclo d’incisioni inedite di piccolo formato realizzate appositamente per l’esposizione, prodotte in collaborazione con edizioni Lithos di Como, e 6 nuove sculture.

L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica contemporanea” con autori che hanno lasciato importanti testimonianze nel territorio svizzero-ticinese, è curata da Alessandro Cucchi, figlio dell’artista, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina di Chiasso.

Oltre a ripercorrere i passaggi fondamentali della ricerca grafica di Enzo Cucchi, la mostra pone altresì l’accento sul percorso creativo e sulle soluzioni sorprendenti adottate dall’artista, quali il molto grande e il molto piccolo.

I formati seguono regole imperscrutabili, fedeli alle immagini contenute; spesso diversi metodi di stampa convivono. I caratteri e le scritte a mano si alternano alle immagini di eroi delle campagne marchigiane, agli animali (cani, galli ecc.), alle colline e alle case.

Enzo Cucchi ha sempre mostrato una particolare cura e passione per la grafica e l’oggetto libro-catalogo. Tradizionalmente, progetta il catalogo dell’esposizione e lo segue nella sua realizzazione artigianale a piccola tiratura, nella scelta dei materiali, nelle carte e nella stampa finale.

Lo stesso Cucchi immagina l’esposizione costituita da una “spina dorsale” di libri d’artista, libri oggetto e documenti grafici e da una “dentatura” costituita dalle nuove serie di incisioni, il tutto fatto di carte, inchiostri, acidi e pietre. Questa è per Cucchi un’occasione mirata a livello tematico-antologico per mostrare tutta la bellezza espressa nelle varie tecniche di stampa dagli anni Settanta ad oggi.

L’esposizione è resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, col patrocinio del Consolato generale d’Italia di Lugano, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino, Fondo Swisslos, della Fondazione Egidio e Mariangela Cattaneo, Monte Tamaro e dell’AGE SA.

La stessa mostra sarà successivamente trasferita ad Ancona nella Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli nel prossimo autunno.

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