Arte grafica italiana del XX secolo dalla A alla Z


Stampa

Eugenio Carmi, I sorrisi, 1975, serigrafia

All’attivo Spazio per le Arti contemporanee del Broletto di Pavia è il turno di una mostra di grafica dei maestri del ‘900 italiano, esposta fino al 7 maggio prossimo.

Le opere grafiche sono spesso considerate, a torto, minori (fino al Novecento quanto meno), sussidiaria alla ben più pregiata pittura; un’arte, d’altro canto, che affonda il suo pensiero nel linguaggio autonomo dell’incisione (tecnica apprezzata fin dagli inizi dell’allora “arte” della stampa, quando le grafiche venivano “prenotate” dagli intenditori e ancora oggi le grafiche di Dürer, per esempio, sono considerate opere preziose).

Questa mostra è organizzata dalla Fondazione Sartirana Arte in collaborazione col Settore Cultura del Comune di Pavia e presenta un’accurata selezione di opere grafiche della collezione creata a cominciare dagli anni ’70 del Novecento da Giorgio Forni, Direttore della Fondazione Sartirana Arte.

Tali opere, che sono sempre state acquistate direttamente negli studi degli artisti, rappresentano un campionario di arte a stampa di questi ultimi cinquant’anni, in cui si sono cimentati i più interessanti pittori e scultori italiani, dalla A di Afro alla Z di Zompì, per tradurre in piccole tirature i temi specifici del loro lavoro.

Il Novecento ha modificato il discorso sulla grafica artistica spostando l’attività incisoria, l’attenzione e l’interesse collezionistico dalla stampa di riproduzione di opere pittoriche, oggetto di colto collezionismo tra Settecento e Ottocento, alla stampa di invenzione, prodotto artistico di autonoma espressione. Raffigurando nella serialità degli esemplari di carta stampati le proprietà e le caratteristiche di un linguaggio autonomo, gli artisti novecenteschi hanno esonerato la grafica dal ruolo subordinato rispetto alla pittura e alla scultura da essa a lungo mantenuto.

Il procedimento seriale della grafica, ripetitivo di esemplari, e non copie, ha sfatato così quella concezione aristocratica dell’arte che salvaguardava il pregio della rarità dell’opera unica.

Sono qui esposte opere di maestri come Carrà, Vedova, Guttuso, Consagra, Melotti, Pomodoro, Santomaso, Ghinzani, Carmi, Bacci, Gaspari, Morandis, Pirro, Forgioli, Guidi, Benevelli, Dova, Scanavino, Staccioli, Tenconi, Trubbiani, Vespignani, Pavarotti, Conte e molti altri, in un viaggio sfaccettato ma idealmente ininterrotto tra ricerca astratta geometrica e lirismo, figurazione e approccio concettuale, informale ed espressione pop.

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