{"id":6718,"date":"2018-10-19T16:29:00","date_gmt":"2018-10-19T14:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=6718"},"modified":"2018-10-19T16:29:00","modified_gmt":"2018-10-19T14:29:00","slug":"a-venezia-la-pittura-colta-e-libera-di-osvaldo-licini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2018\/10\/19\/a-venezia-la-pittura-colta-e-libera-di-osvaldo-licini\/","title":{"rendered":"A Venezia la pittura colta e libera di Osvaldo Licini"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6735\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6735\" class=\"size-medium wp-image-6735\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/osvaldo_licini_6-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/osvaldo_licini_6-300x240.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/osvaldo_licini_6.jpg 682w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-6735\" class=\"wp-caption-text\">Osvaldo Licini, Amalassunta su fondo verde, 1949 Olio su tela, 79,5 \u00d7 99 cm, Collezione Gori-Fattoria di Celle, Pistoia<\/p><\/div>\n<p>Sono passati sessant&#8217;anni esatti dalla scomparsa di Osvaldo Licini, uno dei personaggi pi\u00f9 eclettici dell&#8217;arte italiana del Novecento. Per uno strano scherzo del destino, nello stesso anno qualche mese prima della morte, era il il 1958, l&#8217;artista marchigiano fu insignito del Gran Premio della Pittura alla XXIX Biennale di Venezia. In quell&#8217;edizione a Licini fu dedicata una sala personale, allestita da Carlo Scarpa.<\/p>\n<p>La Collezione Peggy Guggenheim, per celebrare questo anniversario, ha organizzato la mostra \u201cOsvaldo Licini. Che un vento di follia totale mi sollevi\u201d, curata da Luca Massimo Barbero. Inaugurata il 22 settembre, proseguir\u00e0 sino al 14 gennaio 2019. Undici sale espositive e oltre cento opere fissano il percorso di Licini che nel 1935 definiva la pittura un&#8217;arte irrazionale, con predominio di fantasia e immaginazione, cio\u00e8 poesia. Una dichiarazione d&#8217;intenti che poi non \u00e8 mutata, anzi si \u00e8 fatta quasi manifesto.<\/p>\n<p>Bologna cruciale, Parigi, La pittura di paesaggio ovvero il paesaggio di pittura, Licini e il gruppo del Milione, Archipittura, Segni e non sogni, Amalassunta, Gli ultimi anni e la nascita del \u201cmito Licini\u201d, Angeli ribelli: sono questi i principali nuclei tematici scelti dai curatori per spiegare l&#8217;evolversi di una personalit\u00e0 che \u00e8 sempre stata attenta a ci\u00f2 che gli capitava intorno, ma che non ha mai ceduto alle lusinghe delle mode, fiera della propria autonomia di pensiero e di linguaggio.<\/p>\n<p>\u00abUno dei pi\u00f9 colti e meno illusi tra gli artisti italiani\u00bb lo ha definito a ragion veduta Giulio Carlo Argan che di Licini ammirava la malinconia storica, cio\u00e8 la storia come eterno medioevo. Citando Montale \u00abla storia non \u00e8 magistra di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve a farla pi\u00f9 vera e pi\u00f9 giusta\u00bb. Allora viene in soccorso la poesia che, al pari della pittura, \u00e8 un puro atto di volont\u00e0 e di creazione, laddove l&#8217;irrazionalit\u00e0 prevale sulla razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Licini osserva e medita sui fenomeni artistici a lui contemporanei, ma attenzione, lo fa dalla periferia, non dal centro. Anche la sua vita lo ha confermato: nato, nel 1894, e morto, nel 1958, a Monte Vidon Corrado, piccolo comune marchigiano della provincia di Fermo. Tuttavia per conoscere l&#8217;arte, per farla sua, bisognava affrontarla <em>vis-\u00e0-vis<\/em>; cos\u00ec ecco Licini appena quattordicenne a Bologna insieme a Giorgio Morandi, Severo Pozzati e Giacomo Vespignani. Poi, dopo la Prima Guerra mondiale, a Parigi (dove si erano trasferiti i genitori quando lui era bambino) si avvicina a Picasso, a Cocteau, a Modigliani. Incontri che lo stimolano a intraprendere altre strade, a osservarle con occhio critico e a interpretarle senza tentennamenti.<\/p>\n<p>In tutto questo bailamme, l&#8217;onnivoro Licini sperimenta e si afferma. Dapprima propenso al figurativo (si vedano i suoi paesaggi marchigiani che trovano eco nelle liriche del conterraneo Leopardi), quando questo viene fatto dogma dal \u201critorno all&#8217;ordine\u201d del Novecento, egli \u2013 ben supportato dal gruppo del Milione \u2013 si rifugia nell&#8217;astratto, dapprima schematico e geometrico (Archipittura), poi pi\u00f9 libero e onirico con rimandi alla poesia visiva, fatta di segni e di cifre.<\/p>\n<p>Sarebbe per\u00f2 fuorviante allineare Licini all&#8217;astrattismo, lui stesso ricuserebbe. In una lettera del 1952 all&#8217;amico Giovanni Marchiori scriveva che \u00abio non sono pi\u00f9 astrattista, adesso, io, me ne vado un po&#8217; svolazzando per conto mio, nei cieli della fantasia: e cos\u00ec, di cielo in cielo, sono diventato un angelo abbastanza ribelle, con la coda insomma, e qualche volta, mi diverto a morderla, questa coda\u00bb. \u00c8 verso la fine degli anni &#8217;40 che Osvaldo Licini d\u00e0 voce e forma ai suoi personaggi pi\u00f9 noti: Olandese Volante, Angelo Ribelle e Amalassunta.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 la luna nostra bella, garantita d\u2019argento per l\u2019eternit\u00e0, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco\u00bb, cos\u00ec l&#8217;artista racconta Amalassunta il cui nome pu\u00f2 assumere un significato religioso (la Vergine Assunta con il gioco di parole a-male-assunta), ma pure storica poich\u00e9 ricorda la regina ostrogota Amalasunta, regina degli Ostrogoti. Graficamente si ispira a Klee, ma nei gesti, nelle sfumature, nei colori pare pi\u00f9 anarchica e ironica. In altri termini consapevole dell&#8217;indecifrabilit\u00e0 delle cose.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"A%20Venezia%20la%20pittura%20colta%20e%20libera%20di%20Osvaldo%20Licini\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati sessant&#8217;anni esatti dalla scomparsa di Osvaldo Licini, uno dei personaggi pi\u00f9 eclettici dell&#8217;arte italiana del Novecento. 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