{"id":397359,"date":"2024-05-13T09:45:00","date_gmt":"2024-05-13T07:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=397359"},"modified":"2024-05-12T19:05:51","modified_gmt":"2024-05-12T17:05:51","slug":"basquiat-haring-banksi-il-mondo-internazionale-e-misterioso-della-street-art","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2024\/05\/13\/basquiat-haring-banksi-il-mondo-internazionale-e-misterioso-della-street-art\/","title":{"rendered":"Basquiat, Haring, Banksi. Il mondo internazionale e misterioso della Street Art"},"content":{"rendered":"\n<p>A detta del suo curatore Matteo Vanzan la mostra \u00e8 un percorso espositivo che racconter\u00e0 l\u2019evoluzione di un linguaggio che lascia, ed ha lasciato, tracce nel mondo dell\u2019arte contemporanea, qui composta da opere provenienti dalla Francia, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti in un\u2019alternanza di lavori su tela, carta, legno, serigrafie, poster e memorabilia (ad es. le scarpe di Basquiat) le quali segnano un\u2019epoca eroica che va dal Underground al Graffitismo fino alla Street Art con l\u2019estensione nel Murales. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"628\" src=\"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1-1024x628.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-397360\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1-1024x628.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1-300x184.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1-768x471.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1-570x350.jpg 570w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Boris-Brollo-davanti-al-manifesto-della-Mostra-sulla-Street-Art-a-Caorle-1.jpg 1109w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Boris Brollo davanti al manifesto della Mostra sulla Street Art a Caorle<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La mostra tende da una parte a documentare tutti questi passaggi e a ricrearne la storia attraverso le opere partendo dall\u2019articolo Spawns Pen Pals del New York Times del \u201871 dedicato al \u201cgraffitaro\u201d TAKI 183. Viene da questi artisti il concetto di Tag (*) che corrisponde grosso modo alla loro firma. Nel suo percorso \u201condivagante\u201d l\u2019esposizione ha modo di esibire opere importanti di ogni Autore, presente in mostra, fino a toccare il Padre di tutta la modernit\u00e0 artistica: Andy Warhol. Siamo agli inizi, qui, degli anni Ottanta anche se la mostra fa partire con Taki 183 del 1971 l\u2019inizio del graffitismo movimento di ribellione all\u2019arte imperante, di tipo razionalista, come la Land Art, il minimalismo ed il concettualismo di Donald Judd, Carl Andre, Richard Morris, Sol Lewitt, Kosut e tanti altri. Gli esclusi, per cos\u00ec dire, da queste correnti erano soprattutto ragazzi di colore che provenivano dalle periferie come TriBeCa, SoHo, East Village, i quali sentivano che questo modo di operare non apparteneva loro, e nell\u2019aria c\u2019era un grande bisogno di cambiamento. Non avendo gallerie o musei che li supportavano essi iniziarono a scrivere sui muri, nelle stazioni della metro, sui vagoni della metropolitana con le loro firme (Tag) scritte come fossero opere e quindi riconoscibili e che attraverso il movimento di massa che viaggiava sui treni e nella\u00a0 metro sarebbero stati riconosciuti in qualsiasi luogo della citt\u00e0. La firma come un geroglifico diventa identit\u00e0 personale. Ed ecco Al Diaz con Samo (Michel Basquiat), Ramzeele, Kenny Scharf, Donald Baechler, Lee Quinones darsi un gran daffare per essere presenti nella scena newyorkese. Ispirati anche dai pi\u00f9 vicini e maturi Julian Schnabel, David Salle e Ronnie Cutrone (che lavorava alla Factory di Warhol). Per\u00f2, come ogni cosa, non nasce dal caso. Come diceva Warhol: l\u2019idea \u00e8 nell\u2019aria e chi la sente per primo si porta a casa la fama, anche se questa poi dura non pi\u00f9 di 15 minuti. Sempre a suo dire! Collezionisti e mercanti si tuffarono su questa nuova \u201cfrontiera\u201d dell\u2019arte, la quale trovava finalmente corrispondenza di intenti e lavoro e di vendite in giovani galleristi come Anina Nosei (origine italiana), Fashion Moda e altri che portarono avanti questa pattuglia. Come sempre per\u00f2 il mercato seleziona i pi\u00f9 bravi; dopo un periodo eroico che ha visto ripetere le loro Tag (firme) riportate su tela come quadri ci si \u00e8 accorti che queste perdevano mordente rispetto al contesto sociale in cui erano nate! Pertanto alla \u201cmensa\u201d delle vendite furono ammessi Michel Basquiat, dopo il dipinto dedicato a s\u00e9 stesso: \u201cSamo is dead (Samo \u00e8 morto)\u201d, e l\u2019ottimo Keith Haring. Entrambi gi\u00e0 amici provenienti dalla SVA (School of Visual Arts) e frequentatori del mondo glamour discotecaro dello Spectacolor Billboard e del Club 57 di New York frequentati da Andy Warhol e dalla sua ghenga. Erano i mitici Anni Ottanta con cantanti e attori fra cui la stessa Grace Jones dipinta dal vivo da Haring. E in cui Mark Kostabi fece presenza alla grande. Come si diceva nulla nasce dal Nulla. Nel 1980 Achille Bonito Oliva lancia la Transavanguardia Italiana col suo Genius Loci dove la pittura diventa storia locale che si rif\u00e0 alla storia nazionale precedente dentro l\u2019eterna \u201cripetizione\u201d del mondo. Cos\u00ec va l\u2019arte, e l\u2019anno successivo 1981 scrive la Transavanguardia Internazionale dove cita numerosi artisti americani che usavano la pittura contro il \u201crazionalismo\u201d della scuola concettuale tout court. E costoro si trovano citati sotto l&#8217;etichetta del Pattern Painting nata sempre a New York nel 1975 sorretta dalla galleria di Holly Solomon con Robert Kushner, Robert Zakatanich, Jonathan Borofskj. Ma ci\u00f2 successe pure in Germania con il gruppo neo espressionista Mulheimer Fraiheit, dal nome della strada in cui avevano lo studio di pittura Walter Dhan,\u00a0 Peter Bommels, H.P. Adamskj e George Dokoupil. Insomma un fiorire di pittura nelle gallerie, nelle strade e nelle discoteche. Cos\u00ec potemmo vedere da Mazzoli a Modena la prima mostra di Basquiat nel 1981. Mazzoli sosteneva Achille Bonito Oliva con la sua Transavanguardia e suoi 5 cavalieri: Paladino, De Maria, Cucchi, Chia e Clemente che spostatosi, poi, negli USA lavorer\u00e0 a 6 mani con Warhol e Basquiat. Questa \u201cnuova stagione\u201d della pittura segna, dopo questa sbronza di colore, la sua fine durata per oltre un decennio fino agli anni \u201890. Anni che rispecchieranno il ritorno della performance e apriranno alla fotografia ed al video per \u201cstendersi\u201d lungo la storia di questi ultimi vent\u2019anni senza gloria n\u00e9 onore. Ripescando il passato, rivisitandolo e aggiustandolo, salvo qualche eccezione. Una di queste eccezioni \u00e8 Banksy. Di cui non si conosce il nome, anche se si mormora. E i rumors sono stati messi a tacere bloccando gli amici con diffide legali e contratti capestro stretti con collezionisti e galleristi. Ma mentre Cattelan manda l\u2019amico critico Massimiliano Gioni a parlare con gli addetti dell\u2019arte, Banksy, al contrario, pretende il silenzio. Improvvisa colpi teatrali pitturando murales in posti impossibili, come quello sul muro che divide Israele da Gaza, o su di un Palazzo Veneziano, o su altri luoghi inusitati. Cio\u00e8 colpisce come un Robin Hood contro lo sceriffo di Nottingham. Recentemente ha dato un suo quadro in vendita ad una Casa d\u2019Aste famosa che, messo in vendita, mentre il battitore descriveva al pubblico il quadro questo, grazie ad un meccanismo, si \u00e8 messo in moto e ne ha fatto strisce filanti. Ci\u00f2 nonostante \u00e8 stato battuto per un 1.200.000 euro! Ritengo impossibile che non sapessero a chi darli questi soldi. Inoltre sull\u2019esempio della Factory warholiana pure lui ha messo in piedi un\u2019Agenzia che vende le riproduzioni di grafica delle sue opere pi\u00f9 importanti fatte sui muri. In questa mostra vi sono opere originali di Basquiat, Haring, Warhol, Taki 183, Donald Baechler, KayOne, Banksy, Stelio Faitakis e tanti altri. La mostra dura fino al 1\u00b0 settembre 2024, al Centro Culturale Bafile di Caorle (VE). Per informazioni: tel. 0421.81085. <\/p>\n\n\n\n<p>(*) NOTE: <em>Un tag (si pronuncia tag, letteralmente etichetta, marcatore o identificatore) \u00e8 un termine o una parola chiave che assieme ad una determinata informazione \u2013 come ad esempio a un\u2019immagine identifica l&#8217;Autore. I tag vengono di solito scelti in maniera informale e\/o personale dal creatore dell\u2019oggetto stesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Basquiat%2C%20Haring%2C%20Banksi.%20Il%20mondo%20internazionale%20e%20misterioso%20della%20Street%20Art\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A detta del suo curatore Matteo Vanzan la mostra \u00e8 un percorso espositivo che racconter\u00e0 l\u2019evoluzione di un linguaggio che lascia, ed ha lasciato, tracce nel mondo dell\u2019arte contemporanea, qui composta da opere provenienti dalla Francia, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti in un\u2019alternanza di lavori su tela, carta, legno, serigrafie, poster e memorabilia (ad es. 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