{"id":397097,"date":"2024-03-11T09:45:00","date_gmt":"2024-03-11T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=397097"},"modified":"2024-03-09T09:53:55","modified_gmt":"2024-03-09T08:53:55","slug":"monet-capolavori-dal-museo-marmottan-monet-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2024\/03\/11\/monet-capolavori-dal-museo-marmottan-monet-di-parigi\/","title":{"rendered":"Monet. Capolavori dal Museo Marmottan Monet di Parigi."},"content":{"rendered":"\n<p>In un\u2019epoca in cui il dottor George de Bellio collezionava gli Impressionisti che poi doner\u00e0 al Marmottan, lo stesso Paul Marmottan, proprietario del palazzo Marmottan, e l&#8217;Acad\u00e9mie des Beaux-Arts combattevano contro gli Impressionisti. Da parte sua, l&#8217;Accademia di Belle Arti aveva, dopo il 1870, chiuso le porte del Salon a questi giovani pittori, cos\u00ec che loro decisero di organizzare le proprie mostre. Fu durante il primo di questi eventi, nel 1874, che il quadro: Impression di Monet ispir\u00f2 il critico Louis Leroy a usare il termine spregiativo \u201cimpressionista\u201d. Accogliendo undici di questi dipinti impressionisti di G. de Bellio nel 1940, a distanza di settantanni, l&#8217;Accademia riconobbe finalmente il valore dell&#8217;Impressionismo. Inoltre, diventa proprietaria e custode dell&#8217;opera che le ha dato il nome. Il loro ingresso segna cos\u00ec l&#8217;origine delle collezioni impressioniste del Mus\u00e9e Marmottan.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"485\" src=\"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor-1024x485.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-397098\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor-1024x485.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor-300x142.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor-768x364.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor-1536x728.jpg 1536w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sala-con-opere-di-Monet_Fotor.jpg 1608w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sala con opere di Monet<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Grazie a Michel Monet, la collezione impressionista si riveler\u00e0 presto uno dei principali tesori dell&#8217;istituzione. Figlio minore di Claude Monet, divenne l&#8217;unico discendente diretto dell&#8217;artista alla morte del fratello Jean, nel 1914. La casa di Giverny e tutte le opere in essa contenute andarono a lui quando il padre pittore mor\u00ec nel 1926. Oltre ai dipinti e ai disegni di Eug\u00e8ne Delacroix, Eug\u00e8ne Boudin, Johan Barthold Jongkind, Gustave Caillebotte, Renoir, Morisot, ecc., Michel Monet eredit\u00f2 le ultime opere di suo padre. La maggior parte di esse appartiene a una serie di tele monumentali sul tema delle Ninfee. Tra il 1914 e il 1926, Claude Monet, il pittore, esegu\u00ec centoventicinque grandi pannelli di cui offr\u00ec una selezione alla Francia. Poich\u00e9 il pittore si rifiut\u00f2 di far vedere queste opere durante la sua vita, esse non furono mai esposte al pubblico fino al 1927, ed ora conosciute oggi come le Ninfee dell&#8217;Orangerie. La loro mostra ha suscitato scandalo. L&#8217;ultima opera di Monet entra quindi nella storia dell&#8217;arte e Michel che possiede questo vasto insieme, si ritrova a capo di un&#8217;eredit\u00e0 deprezzata perch\u00e9 sconosciuta. I suoi sforzi per riabilitare le grandi ninfee furono di scarso effetto. Senza figli, Michel stabil\u00ec, quindi che il Mus\u00e9e Marmottan fosse il suo unico legatario rinunciando di lasciare in eredit\u00e0 la collezione allo Stato che non l\u2019aveva apprezzata! Quando mor\u00ec nel 1966, pi\u00f9 di un centinaio di Monet, tra cui una serie senza precedenti di grandi Ninfee, entrarono a far parte delle propriet\u00e0 dell&#8217;istituzione. E poich\u00e9 i saloni di Paul Marmottan erano troppo piccoli per presentare opere di tale portata, fu appositamente progettata una stanza sotto il giardino del palazzo. Nel 1970, questi dipinti furono esposti per la prima volta all\u2019interno del Museo. Essi costituiscono la prima collezione al mondo di opere di Claude Monet. Negli anni &#8217;90, l\u2019edificio ha arricchito il suo nome ed \u00e8 diventato il Museo Marmottan Monet.<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di 150 anni esatti dalla data della prima mostra degli&nbsp; impressionisti, di cui mai titolo fu pi\u00f9 indovinato! Si possono vedere a Padova al Centro Culturale Altinate 60 opere del pittore Claude Monet dagli esordi sino alle ultime opere di Giverny. Da subito a Claude Monet fu riconosciuto il ruolo di \u201cpittore della luce\u201d. La serie dei Covoni, la serie delle Cattedrali di Rouen e del Parlamento inglese risentono di quadri dipinti a distanza di ore uno dall\u2019altro sotto il cambiamento di luce nel suo mutare del giorno. Una di queste pitture del Parlamento Inglese si pu\u00f2 vedere in questa mostra e nel suo fantasmatico controluce ricorda quell\u2019 Impression Soleil Levant (1872) che ha dato il nome al Movimento. Ma \u00e8 alla fine della mostra che vi si trovano le meravigliose opere legate al suo Giardino, che lui considerava come la sua opera pi\u00f9 importante, dove dipingeva: Il Ponte Giapponese, fatto costruire appositamente, I glicini , il Salice Piangente,e quella che per me \u00e8 la pi\u00f9 emblematica delle sue pitture: le Ninfee del 1917\/20. Questo capolavoro sembra eseguito con noncuranza lasciando alcune zone del quadro sotto il colore in bianco. E pur tuttavia sembra ci sia acqua, e le erbe, e foglie, e filamenti di verde, tutto sembra fatto con noncuranza, come se il pittore volesse pulire i pennelli sulla tela in quel momento, lasciando una traccia da riprendere in un tempo successivo. Commozione e smarrimento ti prendono alla gola e dopo vent\u2019anni, che lo avevo visitato al Marmottan, l\u2019ho rivisto con la stessa emozione. Se Cezanne \u00e8 il precursore del Cubismo, Monet \u00e8 il precursore dell\u2019Informale. Cio\u00e8 quella pittura fatta di Gesto e Materia! Che nasce con lui e trover\u00e0 frequentazione, pi\u00f9 che nascita, attiva negli artisti degli anni Cinquanta. Ma un ultimo grande della pittura contemporanea \u00e8 chiaramente imparentato e indebitato con Lui, cio\u00e8 l\u2019americano vissuto a Roma: Cy Twombly con le sue grandi The Rose (2007), Camino Real (IV) 2010. Il gesto, la cadenza, la sbavatura, il groviglio, tutto questo denuncia l\u2019afasia della coscienza de \u201cl\u2019insostenibile leggerezza\u201d nella pittura di questi due autori. Monet&nbsp; sempre pi\u00f9 cieco dipingeva le splendide Ninfee, cos\u00ec come Beethoven, sordo, componeva la sua splendida musica. Grazie ad Arthemisia ed alle curatrici, in primis Sylvie Carlier, e a Marianne Mathieu con Aur\u00e9lie Gavoille, che con l\u2019Amministrazione Comunale di Padova ci hanno dato fino al 14 luglio ( festa della presa della Bastiglia?) una mostra regale.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Monet.%20Capolavori%20dal%20Museo%20Marmottan%20Monet%20di%20Parigi.\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca in cui il dottor George de Bellio collezionava gli Impressionisti che poi doner\u00e0 al Marmottan, lo stesso Paul Marmottan, proprietario del palazzo Marmottan, e l&#8217;Acad\u00e9mie des Beaux-Arts combattevano contro gli Impressionisti. 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