{"id":395812,"date":"2023-04-24T10:22:00","date_gmt":"2023-04-24T08:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=395812"},"modified":"2023-04-24T02:24:29","modified_gmt":"2023-04-24T00:24:29","slug":"astrazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2023\/04\/24\/astrazione\/","title":{"rendered":"Astrazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutta l\u2019Arte Astratta del primo Novecento fu eminentemente Geometrica: Cubismo, Futurismo, Cubofuturismo, Raggismo, Suprematismo, Bauhaus, poi, fra le due Guerre in Italia con Manlio Rho, Radice, Reggiani,\u00a0 tutti provenendo da Prampolini futurista, e cos\u00ec nel secondo dopoguerra nel 1948 con Monnet, Munari, Reggiani ancora, e Dorfles fondatori del MAC (Movimento Arte Concreta). Sempre fu la geometria a rincorrere l\u2019Astrazione con alcune eccezioni: Paul Klee, Kandinskj, Dorfles. Quando cambi\u00f2 l\u2019Astrazione? alla fine degli anni Cinquanta quando incontr\u00f2 l\u2019Informale francese di Michel Tapi\u00e9. Qui la crisi del dopoguerra, la figura umana nella sua completezza esistenziale e storica pose il problema dell\u2019individuo, dell\u2019uomo, che la guerra aveva distrutto commettendo le sue oscenit\u00e0. E subito l\u2019Informale pose in s\u00e9 due questioni che finirono per essere i criteri del suo esistere. La Materia ed il Gesto. La Materia aveva gi\u00e0 preso possesso dell\u2019opera con gli Ostaggi di Dubuffet. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"973\" src=\"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito-1024x973.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-395814\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito-1024x973.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito-300x285.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito-768x729.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito-1536x1459.jpg 1536w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Unopera-di-Enzo-Esposito.jpg 1613w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enzo Esposito<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ed il Gesto era apparso con l\u2019espressionismo lirico americano, ma pure da noi con Vedova. In Francia con George Mathieu. E tanti altri erano sulla stessa scia. La Materia ricordava la stratificazione, lo spessore, la pressione, e quindi la memoria del pittore sull\u2019opera. Il Gesto diveniva la scrittura, il tempo, il segno dell\u2019umano sul dipinto e quindi la sua forma estetica. Nell\u2019insieme il tutto formava il senso dell\u2019opera nella storia dell\u2019arte. E questo \u00e8 per tutti gli anni Sessanta. Che fare? Si chiese la successiva generazione di pittori astratti. Quale prospettiva poteva aprirsi ai loro occhi. La scienza venne loro incontro con le leggi della fisica prima e della termodinamica poi. Tutto cominci\u00f2 a muoversi verso un\u2019entropia dell\u2019equilibrio e della indeterminazione quantistica. Pertanto la reazione fu de-strutturare e ri-strutturare. Cio\u00e8, Enzo Esposito prese la pittura gestuale e segnica che dipingeva e la spezzett\u00f2 e la ricompose un po\u2019 come nella musica jazz. Il contrappunto armonico confronta diverse armonie e ricompone il suono melodico, cos\u00ec il Nostro spezza le sue composizioni artistiche e le ricompone fra il caso ed il gusto riconnettendole alla vista in una nuova veste estetica a cui il nostro occhio d\u00e0 nuovo significato e forma. In Tommaso Cascella il gesto resta la sua componente, anche se user\u00e0 spesso il collage come guida alla destrutturazione; il suo Gesto muove una linea sinuosa che invade il campo estetico in forme e volute flessibili e sinuose come il serpente che danza davanti al fachiro che suona il suo piffero. Il \u201csegno\u201d si allarga, o restringe, e le sue movenze disegnano nuove campiture colorate. Confinato dentro parti estro-flesse, il segno crea campiture di colore brillante che segna forme nuove all\u2019occhio umano. Questo succede oggi. E il futuro? Gi\u00e0 alcuni artisti soprattutto americani, lavorano sulla casualit\u00e0 del gesto aprendo a colature cromatiche, o a segni senza senso, nel tentativo di cercare una nuova stagione dell\u2019Astrazione qui pi\u00f9 legata ai materiali che molto spesso compongono l\u2019opera. Carte da parati, stoffe, o quant\u2019altro sulla scia magari di Burri, di Kantor e di altri pionieri. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia ancora da raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Astrazione di E. Esposito e di T. Cascella &#8211; a cura di Boris Brollo &#8211; Aiap Art Agency \/ Bolzicco Arte, via Garibaldi 41\/51 \u2013 Portogruaro VE, fino al 7 maggio.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Astrazione\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutta l\u2019Arte Astratta del primo Novecento fu eminentemente Geometrica: Cubismo, Futurismo, Cubofuturismo, Raggismo, Suprematismo, Bauhaus, poi, fra le due Guerre in Italia con Manlio Rho, Radice, Reggiani,\u00a0 tutti provenendo da Prampolini futurista, e cos\u00ec nel secondo dopoguerra nel 1948 con Monnet, Munari, Reggiani ancora, e Dorfles fondatori del MAC (Movimento Arte Concreta). 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