{"id":393751,"date":"2022-05-09T09:35:37","date_gmt":"2022-05-09T07:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=393751"},"modified":"2022-05-09T09:35:41","modified_gmt":"2022-05-09T07:35:41","slug":"umberto-martina-fra-sacro-e-profano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2022\/05\/09\/umberto-martina-fra-sacro-e-profano\/","title":{"rendered":"Umberto Martina, fra sacro e profano"},"content":{"rendered":"\n<p>Fino al 7 giugno a Palazzo Ricchieri in Pordenone \u00e8 aperta la mostra su Umberto Martina nato a Budoia nel 1880 e morto in Tauriano di Spilimbergo nel 1945, pi\u00f9 volte presente alla Biennale di Venezia dopo gli studi a Monaco di Baviera. Organizzata dalla Fiera di Pordenone, col paternariato della Fondazione Friuli e Comune di Pordenone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sacro e il profano<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato un destino comune, tipico per l\u2019epoca, quello dei nostri ottimi pittori triveneti: fare una propria pittura, da una parte, e dall\u2019altra cercare commissioni da privati e da ordini religiosi. Cos\u00ec, ad esempio, per Giacomo Caramel, nella chiesa a Fagar\u00e8 di Piave, dove \u00e8 nato, e nella Via Crucis del Duomo di San Don\u00e0 di Piave. Diversi altri pittori, come loro, ebbero la possibilit\u00e0 di insegnare nelle scuole di Arti e Mestieri sorte come funghi dopo il 1920 un po\u2019 in tutta Italia. Si pensi alla Scuola di Mosaico, sempre di Spilimbergo! Umberto Martina trov\u00f2 nel sacro una serie di commissioni importanti che, a mio avviso, per\u00f2, gli fecero tralasciare quella sicurezza nell\u2019uso della materia pittorica e della conseguente gestualit\u00e0 che emergevano invece nella sua pittura profana. Nel sacro egli era pi\u00f9 lezioso, e tornito. Quasi illustrativo in questo repertorio classico storico. Accattivante s\u00ec, tanto da essere comunque amato ed ammirato, mentre mantiene ancora nella misura piccola delle opere sacre la propria impronta espressiva da pittore nordico. Qui si incrociano pennellate piene di luce accanto ad una preziosit\u00e0 della materia che si illumina da dentro, e rende oggettiva e personale la figurazione, tanto da ricordare la pittura fiamminga cos\u00ec minuziosa e precisa. Cos\u00ec nelle opere qui presenti della Sacra Famiglia, mentre nella Crocefissione vi sono echi di Frans Hals e Rembrandt per la luce dirompente dall\u2019alto. La testa del Cristo dai toni rossi diventa un quadro del primo espressionismo della scuola di Dresda. La Testa di vecchio con la Barba (San Bartolomeo) \u00e8 di una precisione da bulino tipica della pittura nordica. Le tre Sante, a parte la composizione della scena alla maniera del Tiepolo, hanno ancora baluginii espressionistici che rendono i visi ancora vivi nel loro fervore sacro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"716\" height=\"1014\" src=\"https:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Umberto-Martina-Donna-con-Orecchino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-393753\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Umberto-Martina-Donna-con-Orecchino.jpg 716w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Umberto-Martina-Donna-con-Orecchino-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><figcaption>Umberto Martina, Donna con Orecchino<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nei Nudi (quattro pi\u00f9 un disegno) vi si pu\u00f2 ritrovare il segno di un certo Liberty, anche se rigido quasi intagliato, come nel Ritratto allo specchio e in Allegoria, nudi femminili. La linea ritorna pi\u00f9 morbida nel grande Nudo disteso (anni Venti) pieno di lucore bianco con sul fondo una scimmia fatta con pennellate forti e dense accanto ad un bagliore blu che crea un netto contrasto tra la figura bianca e il fondo oscuro. Mentre nel Piccolo Nudo di schiena si riconosce la posa di un nudo di Velasquez attorniato da sciabolate di pennello che rimandano al fare di Giovanni Boldini. Le scenette galanti veneziane, infine, ricordano il Settecento di Pietro Longhi e mimano una Venezia da racconto oramai favolistico, venato di nostalgia, che le pennellate ricostruiscono manieratamente.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua pittura<\/p>\n\n\n\n<p>La passione per i maestri nordici o per una pittura materica stesa a pennellate larghe e dense, non a velatura d\u2019olio come l\u2019olio stesso richiederebbe, \u00e8 qui espressa dal Martina al naturale, cio\u00e8 come il colore esce dal tubetto, senza alcuna diluizione. Questa maniera di usare e trattare la materia, la pasta del colore, \u00e8 tipica del Nord. Essa \u00e8 presente in molta pittura mitteleuropea. Non a caso tutti i pittori triestini andavano a studiare a Monaco di Baviera, mentre i veneziani gravitavano su Parigi. Ed ecco spiegata la leggerezza e l\u2019ariosit\u00e0 pittorica dei veneti, piuttosto che l\u2019atmosfera densa e cupa, a volte, dei triestini. Le atmosfere intense e scure sono spesso presenti nella pittura Mitteleuropea ed espressionista. Ho presente un \u201cmare nero\u201d di Emil Nolde, tant\u2019\u00e8 che molti espressionisti, vedi Franz Marc, scopriranno la luce solo scendendo nell\u2019Africa mediterranea: Algeria, Marocco. I Vecchi o Teste di vecchi, di Umberto Martina, sono costruiti con questa tecnica materica a larghe pennellate tanto da farlo diventare, lui cos\u00ec psicologista nei ritratti, quasi un manierista che ripete una formula ben rodata e sicura. Mentre in Donna con Orecchino, un volto di signora su cartone, fa splendere la sua pittura, la quale costruisce dall\u2019interno la luce di questo ritratto quasi frontale e per questo moderno, come nella ritrattistica fotografica contemporanea, che ne fa, a mio avviso, uno dei migliori in mostra. Ma lo scatto, e la zampata pittorica da vecchio leone, \u00e8 spesso presente nei grovigli materici o colpi di luce che sembrano sciabolate. Si veda a tal proposito la Giovane Seduta.&nbsp; Lo sguardo ti ammalia e ti fa dimenticare tutto il resto: le macchie che costruiscono come mattoni il viso, e il vestito! Quel vestito fatto di un grumo materico impastato di getto da pennellate grasse, quasi fosse un quadro astratto degli anni Cinquanta del periodo informale. Il che ci fa chiaro il pensiero di Licio Damiani quando sostiene che Umberto Martina \u00e8 stato un pittore sempre dibattuto fra l\u2019adesione agli schemi di un linguaggio tardo ottocentesco, suggestioni liberty, con la necessit\u00e0 di adeguarsi alle richieste della committenza e una pittura a tratti pervasa da \u201cfremiti di libert\u00e0 creativa che finiscono per farla uscire dall\u2019alveo ottocentesco\u201d (L. Damiani).<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Umberto%20Martina%2C%20fra%20sacro%20e%20profano\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 7 giugno a Palazzo Ricchieri in Pordenone \u00e8 aperta la mostra su Umberto Martina nato a Budoia nel 1880 e morto in Tauriano di Spilimbergo nel 1945, pi\u00f9 volte presente alla Biennale di Venezia dopo gli studi a Monaco di Baviera. 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