{"id":38045,"date":"2019-01-09T14:35:58","date_gmt":"2019-01-09T13:35:58","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=38045"},"modified":"2019-01-09T14:35:58","modified_gmt":"2019-01-09T13:35:58","slug":"i-destini-di-metzinger-e-crupelandt-si-incrociano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2019\/01\/09\/i-destini-di-metzinger-e-crupelandt-si-incrociano\/","title":{"rendered":"I destini di Metzinger e Crupelandt si incrociano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_38367\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38367\" class=\"size-medium wp-image-38367\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/220g1_metzinger_velodromo_553-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/220g1_metzinger_velodromo_553-225x300.jpg 225w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/220g1_metzinger_velodromo_553.jpg 414w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-38367\" class=\"wp-caption-text\">Jean Metzinger, Al velodromo (Au V\u00e9lodrome), 1912, Olio e collage su tela, 130,4 x 97,1 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 18, \u00a9 Jean Metzinger, by SIAE 2008<\/p><\/div>\n<p>Il desiderio e la voglia di Jean Metzinger di diventare artista sono paragonabili alla furiosa ostinazione di Charles Crupelandt nel tagliare davanti a tutti la linea del traguardo di una corsa che per la sua durezza \u00e8 chiamata \u201cInferno del Nord\u201d. Vincitore della Parigi-Roubaix del 1912, soprannominato il \u201cToro del Nord\u201d a causa della sua prestanza fisica, necessaria per domare le aguzze pietre del pav\u00e9, e \u2013 dicono \u2013 per la sua predisposizione a menare le mani ogni volta che se ne presentava l&#8217;occasione, Crupelandt ha incrociato e ispirato, inconsapevolmente, il cammino di Metzinger.<\/p>\n<p>Crupelandt \u00e8 stato il primo velocista nel senso moderno del termine, capace di sviluppare negli ultimi metri una potenza straordinaria. In dieci anni di professionismo ha vinto parecchio sia su strada che su pista, ma i due allori che lo hanno consegnato alla storia sono senza dubbio quelli conquistati a Roubaix, il primo dei quali ha spezzato il triennio dominato da Octave Lapize, colui il quale aveva avuto l&#8217;ardire di gridare \u201cassassini\u201d agli organizzatori del Tour de France quando gli avevano fatto scalare per la prima volta il Tourmalet, salita dei Pirenei che risulta ostica pure oggi alle leggerissime biciclette in carbonio.<\/p>\n<p>C&#8217;era pure Lapize nel gruppo dei sette, regolato da Crupelandt in quella memorabile edizione del 1912. Il \u201cToro del Nord\u201d fece meglio nel 1914, ultimo anno da corridore per lui, quando di avversari pronti ad arpionargli la scia ne mise in fila ben dieci. La Parigi-Roubaix venne poi sospesa per lo scoppio della prima Guerra Mondiale, durante la quale il fumantino corridore francese si rese protagonista in negativo di alcune risse da bar. Purtroppo per lui i colpi di mano non gli diedero le stesse soddisfazioni di quelli di pedale. Fu il punto di non ritorno, difatti Crupelandt prese la decisione di abbandonare per sempre il ciclismo che tanta gloria gli aveva dato.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte della Francia era invece nato Jean Metzinger, a Nantes per l&#8217;esattezza. L\u00ec per\u00f2 ci rimase poco, giusto il tempo di lasciar scorrere in fretta i suoi vent&#8217;anni, perch\u00e9 in cuor suo aveva gi\u00e0 ben delineato in testa che da grande avrebbe fatto il pittore e che Parigi doveva essere la sua patria di adozione. Del resto a quei tempi per un giovane fare l&#8217;artista a Parigi era un conto, farlo a Nantes un altro.<\/p>\n<p>La sua risulta essere una scelta azzeccata, dato che, vuoi per il talento di cui si diceva poc&#8217;anzi, vuoi per le giuste conoscenze \u2013 che, \u00e8 bene sottolinearlo, non arrivano mai a caso, specie per chi proviene da una famiglia conosciuta per avere avuto tra i suoi esponenti chi aveva combattuto per Napoleone \u2013 Metzinger diventa in breve tempo uno degli animatori della vita artistica parigina. Prima viene notato da Robert Delaunay che lo presenta al poeta Guillaume Apollinaire il quale a sua volta, intuendone le potenzialit\u00e0, lo introduce nella cerchia di Georges Braque e di Pablo Picasso. Da l\u00ec l&#8217;adesione al Cubismo \u00e8 naturale e spontanea. Cubismo come nuovo linguaggio, Cubismo come reazione alla produzione stantia e muffosa dell&#8217;Accademia, Cubismo infine come ricerca del dato spaziale.<\/p>\n<p>Soprattutto Picasso esercita una fascinosa influenza nei confronti di Metzinger che non soltanto espone ai Salons in cui inizialmente i cubisti non sono visti di buon occhio (sorte comune di ogni avanguardia), ma d\u00e0 il via a un&#8217;interessante produzione teorica che avr\u00e0 il suo apice in \u201cDu Cubisme\u201d, scritto con Albert Gleizes in preparazione al Salon de la Section d&#8217;Or del 1912 che sancisce i principi cardine del movimento.<\/p>\n<p>Metzinger \u00e8 stato definito da una critica piuttosto severa un \u201ccubista minore\u201d. Giudizio ingiusto poich\u00e9 egli ha avuto un ruolo di primaria importanza, seppur messo in secondo piano rispetto ai suoi ben pi\u00f9 celebrati compagni. Caso vuole che un suo quadro risulti essere tra i pi\u00f9 riconoscibili di tutto il Cubismo che \u2013 ricordiamolo \u2013 ha il suo manifesto nel quadro \u201cLes demoiselles d&#8217;Avignon\u201d, dipinto da Picasso nel 1907. Ci riferiamo a \u201cAu V\u00e9lodrome\u201d, olio su tela e collage, custodito dalla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia.<\/p>\n<p>\u00c8 stato realizzato nel 1912 e raffigura la vittoria di Charles Crupelandt in quella famosa Parigi-Roubaix di cui si diceva sopra. L&#8217;opera \u00e8 una sintesi perfetta delle conquiste cubiste, primi tra tutti l&#8217;uso del collage, la scomposizione dei piani spaziali e il graduale abbandono della prospettiva tradizionale, quest&#8217;ultimo gi\u00e0 avviato qualche anno prima da C\u00e9zanne, che infatti \u00e8 uno degli artisti preferiti da Picasso e soci. Il corridore \u00e8 fissato nel momento in cui taglia il traguardo, acclamato dalla folla che gremisce gli spalti del Velodromo e lo incita. Vale la pena sottolineare che Crupelandt era nato a Roubaix, perci\u00f2 il tifo era pressoch\u00e9 scontato. Inoltre, essendo egli finora il primo e unico corridore ad aver vinto in casa, la citt\u00e0 dove nacque e mor\u00ec per onorarlo degnamente gli ha poi dedicato l&#8217;ultimo settore di pav\u00e9, quello prima di entrare nel leggendario V\u00e9lodrome.<\/p>\n<p>Giovanni Battistuzzi in una delle sue invitanti storie pubblicate su \u201cGirodiruota\u201d ha scritto che mentre Crupelandt stava fulminando i suoi compagni di fuga stantuffando a pi\u00f9 non posso sui pedali (per dote e forse perch\u00e9 pi\u00f9 avvezzo di loro alla pista), Jean Metzinger era in tribuna a godersi lo spettacolo. Non sappiamo se effettivamente sia andata cos\u00ec (ipotesi da non scartare dato che Metzinger era un appassionato di ciclismo, sport a cui dedic\u00f2 altri lavori) o se Crupelandt negli anni a venire abbia avuto l&#8217;occasione di ammirare il quadro che consegnava la sua vittoria ai posteri, rendendolo al tempo stesso simbolo del ciclismo dei pionieri e inconsapevole immagine iconica del Cubismo. Ci\u00f2 \u00e8 secondario. Sappiamo per\u00f2 che \u00e8 sulla superficie bidimensionale di 130&#215;97 cm che i destini dell&#8217;artista e del ciclista si sono incontrati. L\u00ec Mezinger ha eternato Crupelandt. Sull&#8217;asfalto Crupelandt ha messo un mattone alle fondamenta di quel monumento che risponde al nome di Parigi-Roubaix. Da l\u00ec a qualche anno tutto sarebbe cambiato: la guerra bussava alle porte dell&#8217;arte, dello sport e della vita.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"I%20destini%20di%20Metzinger%20e%20Crupelandt%20si%20incrociano\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il desiderio e la voglia di Jean Metzinger di diventare artista sono paragonabili alla furiosa ostinazione di Charles Crupelandt nel tagliare davanti a tutti la linea del traguardo di una corsa che per la sua durezza \u00e8 chiamata \u201cInferno del Nord\u201d. 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